Roksana Lecka accusata di maltrattamenti presso un asilo: la sua versione degli eventi
Roksana Lecka, una giovane di 22 anni, è al centro di un’inchiesta giudiziaria riguardante maltrattamenti ai danni di 23 bambini mentre lavorava presso il Riverside Nursery, un asilo che segue il metodo Montessori, a Twickenham, nel sud-ovest di Londra. Tra gennaio e giugno dello scorso anno, Lecka è accusata di aver inflitto gravi danni ai piccoli sotto la sua cura, ricevendo uno stipendio di 1.900 sterline al mese. Inoltre, è accusata di aver aggredito un altro bambino presso il Little Munchkins Montessori Nursery a Hounslow, sempre a Londra, nello scorso ottobre.
Durante il suo processo presso la Kingston Crown Court, i membri della giuria hanno visionato delle registrazioni di videosorveglianza in cui si vede Lecka apparentemente pizzicare i bambini, lasciandone uno “molto sofferente”, suscitando reazioni di shock tra i genitori presenti in aula.
Lecka ha iniziato la sua carriera al Riverside Nursery nel gennaio dello scorso anno. All’epoca della sua assunzione, non erano emersi problemi nel suo passato e aveva fornito referenze da parte di un altro asilo e delle famiglie di due bambini che aveva accudito. È stato un suo collega a lanciare l’allerta, affermando di aver visto Lecka maltrattare un ragazzo pizzicandogli le gambe.
Nell’aula di tribunale, le testimonianze hanno rivelato che Lecka non era la sua “solita persona solare” alla fine di giugno. Ha dichiarato di usare regolarmente cannabis e sigarette elettroniche, rimanendo sveglia fino a tardi con il suo ragazzo. “Ero davvero dipendente dai vapes. Fumavo due sigarette usa e getta al giorno e vaporizzavo persino all’asilo", ha raccontato. "Se non fumavo, mi agitavo e mi sentivo frustrata. Ogni occasione per poter uscire a fumare la coglievo”, ha aggiunto, evidenziando come il suo stato d’animo influisse sul lavoro con i bambini.
In relazione a una delle presunte aggressioni, in cui avrebbe colpito una bambina mentre inalava dalla sigaretta elettronica, Lecka ha negato l’accusa: “Non l’ho colpita. Le ho messo rapidamente un braccio attorno. Penso che fosse spaventata e in lacrime perché si era appena svegliata da un pisolino".
Durante il suo discorso finale, il procuratore Tracy Ayling KC ha esortato i giurati a riflettere su ciò che mostravano i filmati: “In quello che vediamo, sono ‘pizzicotti innocui’ o un maltrattamento reale?”. Ha posto l’accento sulla possibilità che Lecka potesse sfogare la sua frustrazione sui bambini per l’affaticamento e lo stress che stava vivendo.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Arlette Piercy, ha messo in evidenza che ci sono stati momenti in cui Lecka “non ha potuto farcela”. Ha spiegato che la giovane donna era sotto pressione e che non aveva dormito abbastanza, suggerendo che questo potesse spiegare il suo comportamento piuttosto che l’immagine di una persona “marcia fino al midollo” intenzionata a portare avanti una campagna di abusi sistematici.
Lecka ha negato di aver commesso 16 casi di crudeltà infantile, ammettendo però sette reati simili. Il processo è attualmente in corso, e la comunità osserva attentamente gli sviluppi di questa incresciosa situazione.
La questione solleva interrogativi cruciali sulla responsabilità degli educatori e sulla sicurezza dei bambini negli asili. È fondamentale garantire che le strutture educative siano luoghi sicuri e protetti, ed è necessario un attento monitoraggio delle condizioni di lavoro del personale. La protezione dei bambini deve sempre essere una priorità assoluta nella gestione delle istituzioni che li accudiscono, affinché episodi come questi non si ripetano mai più.
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