Donald Trump e il progetto di un resort sciistico in Siria occupata da Israele
Recenti rapporti hanno rivelato che Donald Trump ha proposto la costruzione di un resort sciistico nella Siria occupata da Israele, come parte di un piano volto a portare “pace duratura in Medio Oriente”. Questa notizia è emersa dopo che delegazioni degli Stati Uniti, della Siria e di Israele hanno tenuto colloqui a Parigi all’inizio della settimana.
Secondo fonti consultate dai media israeliani e da un rapporto separato di Axios, la Casa Bianca sta promuovendo l’idea di una “zona economica” che includerebbe parchi eolici, agricoltura e un resort sciistico. Questo progetto si svolgerebbe in una zona precedentemente demilitarizzata e comporterebbe il ritiro delle forze israeliane.
Una delle località ipotizzate per il resort è il Monte Hermon, situato al confine tra Siria e Libano, un’area di grande importanza strategica per la regione. Le sue pendici meridionali si estendono nei Golan siriani, occupati da Israele dal 1967.
La cima del Monte Hermon si trova in Siria, in una zona cuscinetto che ha separato le forze israeliane e siriane per 50 anni fino alla caduta di Bashar al-Assad nel dicembre 2024. Le forze israeliane non hanno perso tempo e hanno preso il controllo delle posizioni dell’esercito siriano, con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar che ha descritto la mossa come “un passo limitato e temporaneo per motivi di sicurezza”.
In seguito ai colloqui, il Dipartimento di Stato americano ha annunciato che Siria e Israele hanno concordato di istituire una cellula congiunta di “fusione” supervisionata dagli Stati Uniti, per coordinare la condivisione di informazioni, la de-escalation militare, il coinvolgimento diplomatico e le iniziative commerciali.
Questa nuova struttura mira a fornire una piattaforma per risolvere rapidamente eventuali dispute e prevenire malintesi. In un comunicato congiunto, si sottolinea che “gli Stati Uniti lodano questi passi positivi e rimangono impegnati a sostenere l’attuazione di questi accordi, nell’ambito di sforzi più ampi per raggiungere una pace duratura in Medio Oriente”.
La Siria chiede la ritirata israeliana alle posizioni occupate prima della caduta di Assad. Inoltre, desidera un quadro di sicurezza reciproco che garantisca la propria sovranità e prevenga interferenze nei propri affari interni.
Al momento non c’è stata alcuna risposta immediata da parte di Israele riguardo all’eventuale accordo per sospendere le attività militari in Siria. L’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele ha concentrato la propria attenzione sulle questioni di sicurezza, oltre che sulla cooperazione economica durante i colloqui.
I media statali siriani hanno riportato che le discussioni si sono concentrate sul rilancio di un accordo di disengagement del 1974, che stabiliva una zona cuscinetto monitorata dalle Nazioni Unite tra Israele e Siria dopo la guerra del 1973 in Medio Oriente.
Questo progetto, se realizzato, potrebbe rappresentare un importante passo avanti nel complesso e delicato panorama geopolitico della regione, ma rimangono molte incertezze e sfide da affrontare. Ogni modifica nel bilancio di potere potrebbe influenzare non solo i rapporti tra Siria e Israele, ma anche le dinamiche più ampie della sicurezza regionale e della cooperazione economica.
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