Trump e il Trattamento delle Giornaliste: Polemiche e Attacchi
Donald Trump continua a far parlare di sé per il suo controverso modo di trattare le giornaliste. Durante una recente conferenza stampa, infatti, ha ripetutamente etichettato una cronista come “stupida” quando una delle sue domande non gli è piaciuta.
La Scena Incriminate
Il presidente, 79 anni, ha reagito in modo con rabbia quando gli è stato chiesto di spiegare precedenti dichiarazioni in cui attribuiva la responsabilità della sparatoria di due membri della Guardia Nazionale a Joe Biden. L’attacco, avvenuto a Washington D.C., ha visto coinvolto il presunto killer, Rahmanullah Lakanwal, un cittadino afghano che aveva lavorato in una unità militare speciale sostenuta dalla CIA in Afghanistan prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 2021, in seguito al ritiro delle forze americane dal paese.
Dichiarazioni Contraddittorie
Trump ha ripetutamente sostenuto che non c’era stato un “controllo” per gli afghani che sono arrivati negli Stati Uniti in quel periodo. “Sono arrivati senza alcun controllo e ce ne sono molti altri in questo paese di cui ci libereremo, ma vanno fuori di testa”, ha affermato. Questa affermazione contrasta con una dichiarazione del suo stesso Dipartimento di Giustizia, che aveva affermato che c’era stato un “controllo approfondito” di tutti gli afghani evacuati dall’FBI e dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale.
Giovedì, è emerso che Lakanwal aveva fatto domanda per asilo nel 2024, e la sua richiesta era stata approvata dall’amministrazione Trump ad aprile di quest’anno.
Il Momento di Tensione
Durante la conferenza, la giornalista ha citato la dichiarazione del Dipartimento di Giustizia chiedendo a Trump: “Perché incolpi l’amministrazione Biden?”. La risposta di Trump è stata: “Perché li hanno lasciati entrare. Sei stupida? Sei una persona stupida?”. Proseguendo, ha aggiunto: “Sono arrivati su un aereo insieme a migliaia di altre persone che non dovrebbero essere qui, e tu stai solo facendo domande perché sei una persona stupida.” Questa uscita ha immediatamente suscitato polemiche.
L’account ufficiale della Casa Bianca su X ha postato un video parziale di questo scambio accompagnato da tre emoji “fuoco”. La parte della domanda della giornalista che menzionava la dichiarazione del DoJ, che contradiceva Trump, è stata tagliata dal video.
Difesa e Polemiche
La portavoce della Casa Bianca, Abigail, ha difeso i commenti del presidente, affermando che “Trump non è mai stato politicamente corretto, non tiene mai a freno la sua opinione e, in gran parte, il popolo americano lo ha rieletto per la sua trasparenza”. Ha continuo dicendo: “Non ha nulla a che fare con il genere – ha tutto a che fare con il fatto che la fiducia del presidente e del pubblico nei media è ai minimi storici”.
Successivamente, Trump è stato interrogato riguardo le notizie secondo cui il sospetto era stato concesso asilo durante la sua amministrazione. Ha risposto: “Quando si tratta di asilo, quando vengono trasportati in aereo, è molto difficile farli uscire, ma ci libereremo di tutti loro”.
Oltre le Polemiche: Attacco ai Soldati
Trump ha già ricevuto critiche in passato per aver chiamato un’altra giornalista “piggy”. Durante un’intervista, si è rivolto a Catherine Lucy della Bloomberg, dicendo: “silenzio, silenzio, piggy” mentre le mostrava il dito.
A inizio settimana, Trump ha risposto a un articolo del corrispondente della Casa Bianca del New York Times, Katie Rogers, dicendo che aveva ridotto significativamente il suo carico di lavoro per età e fatica, definendola “brutta, dentro e fuori”.
Nell’attacco di mercoledì, sono stati sparati colpi contro un gruppo di membri della Guardia Nazionale vicino a una stazione della metro. Dei due soldati colpiti, uno, la specialista di 20 anni Sarah Beckstrom, è deceduto a seguito delle ferite. L’altro, il sergente Andrew Wolfe, 24 anni, è rimasto in ospedale dove sta “lottando per la vita”.
Poco dopo la morte di Sarah, Trump ha postato una serie di messaggi incoerenti su Truth Social, promettendo di “pausare permanentemente la migrazione da tutti i paesi del Terzo Mondo per permettere al sistema statunitense di recuperare completamente”. Ha anche affermato che la sua amministrazione avrebbe “terminato tutti i benefici federali e sussidi ai non cittadini” e rimosso “chiunque non sia un bene per gli Stati Uniti”.
Queste dichiarazioni e il trattamento riservato alle giornaliste continuano a suscitare reazioni contrastanti, mettendo in luce la complessità del rapporto tra Trump e i media, soprattutto nel contesto di una figura pubblica così divisiva.
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