Gli studenti di una scuola speciale a Londra sono stati regolarmente “torturati” essendo rinchiusi nelle cosiddette “stanze di calma” per ore, è stato affermato. Le riprese delle telecamere di sicurezza li mostrano “nudi, seduti nell’urina e mangiando briciole dal pavimento” in stanze che non potevano essere aperte dall’interno, secondo un’indagine della BBC.
La Whitefield School a Walthamstow è ora sotto una nuova direzione, ma alcuni membri del personale accusati di essere coinvolti sono ancora impiegati lì e non sono stati sospesi dal lavorare con i bambini, è stato detto. Durante l’uso delle stanze di isolamento tra il 2014 e il 2017, agli studenti veniva imposto di entrare usando i “tappetini rinoceronte” tipicamente usati nel rugby, mentre alcuni venivano sbattuti e colpiti “senza apparente giustificazione”, riporta la BBC. Le famiglie dei bambini della scuola dicono che mostrano ancora segni di trauma anni dopo l'”abuso organizzato”.
Dei 39 studenti “abusati e trascurati” nelle stanze, che ora sono state chiuse, molti non erano in grado di parlare. La scuola, con circa 370 studenti, è una delle più grandi scuole speciali del Regno Unito e sul suo sito web afferma di cercare “di offrire divertimento, realizzazione e benessere per tutti”.
L’indagine ha svelato una serie di pratiche shock e carenze nel trattamento dei bambini con bisogni speciali presso la scuola. Le ripetute rivelazioni di abusi e negligenze hanno scatenato indignazione tra le famiglie e la comunità scolastica.
Le stanze di calma erano state concepite come un luogo dove gli studenti con difficoltà emotive o comportamentali potessero ritrovare la calma e ricevere supporto individuale, ma invece si sono trasformate in luoghi di abusi e violenze.
Le riprese delle telecamere di sicurezza mostrano scene sconvolgenti di studenti costretti in stanze strette e buie, impossibilitati a liberarsi e spesso costretti a rimanere lì per ore senza accesso ai servizi igienici o assistenza medica. La visione di bambini nudi, spaventati e disperati, che mangiano briciole dal pavimento o seduti nell’urina, ha suscitato un’ondata di orrore e indignazione.
Le famiglie dei bambini che sono stati vittime di questi abusi riferiscono che i loro figli ancora soffrono di traumi e mostrano segni evidenti di disagio emotivo e psicologico. Molti di loro hanno sviluppato disturbi d’ansia, depressione e stress post-traumatico a causa delle esperienze vissute nella scuola.
La mancanza di chiarezza nel ruolo e nelle responsabilità del personale scolastico, unita alla cultura del silenzio e della complicità che sembra aver permeato l’istituzione, solleva gravi interrogativi sull’efficacia della supervisione e del controllo sulla sicurezza e il benessere degli studenti con bisogni speciali.
Le autorità educative e i servizi sociali hanno avviato indagini approfondite per accertare le responsabilità e garantire che giustizia sia fatta per i bambini che sono stati vittime di abusi e violenze. La nuova direzione della scuola ha dichiarato di aver preso misure immediate per garantire la sicurezza e il benessere degli studenti e per riformare le pratiche educative e di supporto nell’istituzione.
Le famiglie dei bambini colpiti stanno chiedendo giustizia e riconoscimento per i traumi subiti dai loro figli e per garantire che simili abusi non possano mai più accadere in nessuna scuola. La loro battaglia per la verità e la giustizia continua, mentre cercano di far emergere la verità sugli orrori nascosti dietro le porte della Whitefield School.
La comunità scolastica e la società nel loro insieme si trovano di fronte a una sfida urgente e cruciale: garantire che i bambini con bisogni speciali possano ricevere il supporto e l’assistenza di cui hanno bisogno per crescere e prosperare in un ambiente sicuro, accogliente e inclusivo. È indispensabile che le voci dei bambini vulnerabili siano ascoltate e che i loro diritti e la loro dignità siano protetti e rispettati in ogni contesto educativo e sociale.
L’orrore dei maltrattamenti subiti dagli studenti della Whitefield School rimane impresso nella memoria collettiva come un monito sulla necessità di vigilare costantemente e in modo scrupoloso sulla sicurezza e il benessere dei bambini più vulnerabili tra noi. Soltanto attraverso un impegno comune e determinato per garantire che ogni bambino possa crescere e svilupparsi in un ambiente di amore, rispetto e protezione possiamo sperare di porre fine agli abusi e alle sofferenze che alcuni di loro hanno subito.
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