Un uomo britannico che sta cercando di percorrere l’intera lunghezza dell’Africa in 240 giorni è stato “rapito” in Congo da una gang di uomini armati di machete.
Deserti, montagne e foreste tropicali sono solo alcune delle difficoltà affrontate da Russell Cook negli ultimi 107 giorni dall’inizio del suo viaggio.
Partendo dal punto più a sud in Sudafrica, il 26enne spera di arrivare, entro Natale, al punto più a nord in Tunisia.
Conosciuto con il soprannome di “Hardest Geezer”, ha documentato la sua titanica impresa online.
Ma il suo ultimo aggiornamento di domenica descrivendo gli ultimi giorni come “i più duri della mia vita” ha scioccato i suoi 216.000 follower su Twitter.
Russell ha condiviso come si sia separato dalla sua squadra di supporto dopo aver incontrato delle strade impraticabili nel percorso pianificato.
Quello che è seguito è stato un racconto “orribile” che coinvolge un viaggio in moto di sette ore in profondità nella giungla, dopo il quale ha dovuto negoziare la sua liberazione.
Quando siamo arrivati in Congo, non sapevamo cosa ci aspettasse. La politica instabile e la presenza di gruppi armati rendevano l’intera regione pericolosa e imprevedibile.
Il nostro obiettivo era semplice: attraversare il Congo in sicurezza e proseguire il nostro viaggio.
Ma il destino aveva in serbo per noi una prova ardua e spaventosa.
Dopo aver lasciato la nostra squadra di supporto, ci siamo trovati in un dedalo di strade poco praticabili. I fiumi in piena, i terreni accidentati e le malridotte abitazioni erano solo alcuni dei problemi che abbiamo dovuto affrontare.
A un certo punto, ci siamo ritrovati intrappolati in una zona remota, con poche risorse e senza alcuna via di fuga.
E’ stato allora che siamo stati avvicinati da un gruppo di uomini armati di machete.
Erano ostili e minacciosi, abbiamo subito capito che eravamo in pericolo.
Ci hanno obbligati a seguirli in una zona ancora più isolata, dove ci hanno detenuti per ore.
La paura e l’incertezza ci hanno avvolto come un’oscura nebbia.
Ma Russell ha dimostrato di essere un uomo coraggioso e tenace. Nelle sue parole, “non ho mai smesso di lottare”.
Dopo sette ore di viaggio in moto attraverso la fitta giungla, siamo arrivati in un luogo ancora più inaccessibile e sperduto.
Lì, gli uomini armati ci hanno rinchiusi in una capanna rudimentale, senza alcuna prospettiva di liberazione imminente.
Durante la mia permanenza forzata, ho avuto modo di conoscere Russell meglio che mai.
Ho visto la sua determinazione e il suo spirito indomito, nonostante le avversità più difficili.
Passavamo le notti parlando dei nostri sogni e della nostra volontà di superare ogni ostacolo.
Finalmente, dopo ore di trattative, siamo riusciti a negoziare con i nostri rapitori.
Ci hanno permesso di andarcene indemni, senza prenderci nulla.
Siamo sfuggiti a un destino terribile, ma la nostra avventura non è ancora finita.
Russell ha promesso a se stesso di completare la sua corsa attraverso l’Africa, nonostante tutto ciò che abbiamo affrontato.
La sua forza e la sua determinazione sono un esempio per tutti noi.
Voglio che il mondo conosca la storia di Russell Cook, l’uomo che ha sfidato le avversità e ha dimostrato che il coraggio può superare ogni ostacolo.
Non so cosa ci riserverà il futuro, ma so che non rinunceremo mai.
Rimanete sintonizzati per ulteriori aggiornamenti sulla nostra straordinaria avventura attraverso l’Africa.
#leggolondra


