Problemi Tecnici per il Sottomarino Russo Novorossiysk: Rischio di Esplosione in Acque Europee
Secondo recenti segnalazioni, il sottomarino russo Novorossiysk si trova ad affrontare un serio problema tecnico e sta perdendo carburante nel proprio hangar. Questa situazione preoccupante è emersa quando il sottomarino Kilo-class di 74 metri, capace di trasportare missili Kalibr, è stato avvistato nello Stretto di Gibilterra, al largo del Mar Mediterraneo.
Appena ieri, un post su Telegram del canale russo VChk-OGPU ha rivelato che la Novorossiysk non dispone di pezzi di ricambio per le riparazioni né di un equipaggio specializzato in grado di affrontare la situazione attuale. Con il carburante che continua ad accumularsi nel suo hangar, l’equipaggio potrebbe non avere altra scelta se non quella di riversarlo in mare, un’operazione potenzialmente pericolosa.
La Novorossiysk fa parte della flotta del Mar Nero della Russia e si ritiene che non sia coinvolto nel conflitto con l’Ucraina. Voci stanno circolando riguardo alle implicazioni che un incidente di questa portata potrebbe avere, specialmente in un contesto europeo già teso.
Nel mese di luglio di quest’anno, elicotteri della Royal Navy e una nave da guerra hanno monitorato la Novorossiysk mentre navigava verso ovest attraverso le acque del Regno Unito nel Mare del Nord e nel Canale della Manica. Durante queste operazioni, potenti sensori e sistemi di sorveglianza sono stati utilizzati per tracciare ogni mossa del sottomarino. Il tenente comandante Dan Wardle ha dichiarato che l’operazione aveva l’obiettivo di salvaguardare gli “interessi marittimi” del Regno Unito.
“Monitorare il transito delle navi militari attraverso la nostra area di responsabilità rimane un compito fondamentale, che ci permette di mantenere la consapevolezza della situazione e di rispondere rapidamente quando necessario,” ha affermato Wardle. La situazione attuale della Novorossiysk pone quindi questioni non solo di sicurezza, ma anche di capacità operativa per la flotta russa.
Un altro sottomarino della stessa flotta, il Rostov-na-Donu, ha subito un attacco da parte di un missile ucraino nel settembre 2023, riportando danni così estesi da renderlo irrecuperabile. La Novorossiysk potrebbe trovarsi anch’essa in difficoltà simili, e questo solleva interrogativi sulle capacità di risposta e di emergenza della Marina russa.
Non è la prima volta che un’imbarcazione russa si trova ad affrontare una crisi in mare. Nel 2000, il sottomarino nucleare K-141 Kursk affondò nel mare di Barents dopo un’esplosione catastrofica, uccidendo tutti e 118 i membri dell’equipaggio. Questa tragedia fu aggravata dal ritardo di sei ore prima che fosse avviata una ricerca per il recupero della nave. Le somiglianze tra l’incidente del Kursk e la situazione attuale della Novorossiysk sono inquietanti e suggeriscono un bisogno urgente di migliorare le procedure di sicurezza e manutenzione per le navi militari russe.
Il fatto che la Novorossiysk non possa ripararsi autonomamente e che non ci siano mezzi per mettere in sicurezza la nave in caso di peggioramento della situazione è motivo di seria preoccupazione. Le potenzialità di un’esplosione, dati i materiali presenti a bordo, potrebbero non solo mettere in pericolo l’equipaggio, ma anche rappresentare una minaccia per l’ambiente marino circostante.
In conclusione, la situazione del sottomarino Novorossiysk è sintomatica di un problema più ampio nella flotta russa, evidenziando la necessità di investimenti in manutenzione e riparazioni, così come in addestramento per l’equipaggio. In un momento in cui le tensioni tra Russia e Occidente sono già elevate, eventuali incidenti militari potrebbero avere conseguenze ben al di là delle acque in cui si verificano. La comunità internazionale rimane in attesa di ulteriori aggiornamenti sulla situazione e le possibili evoluzioni dell’incidente.
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