Nella città portuale ucraina di Odessa, missili russi hanno colpito durante un blitz la grande comunità ebraica, mentre stava celebrando il giorno sacro di Yom Kippur.
Si crede che i combattenti abbiano colpito l’Hotel Odessa, un obiettivo militare utilizzato come centro di addestramento, con notizie locali che parlano di fiamme che avvolgono l’edificio.
Altre fonti descrivono un “attacco continuo” al porto sul Mar Nero che è durato oltre un’ora, durante il quale la Russia ha sparato un arsenale di missili shahed.
Oleg Veretskiy ha postato su X, elencando le armi degli invasori come “Onyx, Calibers e Shaheds”.
Ha aggiunto: “Non ricordo un attacco così intenso a Odessa da molto tempo. È stato rumoroso. Proprio accanto a noi. Siamo sopravvissuti. L’allarme di attacco aereo è stato annullato.”
Durante la notte, la Russia ha lanciato 19 droni suicidi, 2 missili supersonici Oniks e 12 missili Kalibr nella regione, secondo le Forze di Difesa del Sud.
Molti dei più di 12.000 ebrei di Odessa stavano terminando il periodo di digiuno nel giorno sacro di Yom Kippur quando i missili hanno colpito.
Questa tragica escalation di violenza ha avuto luogo in un momento in cui la comunità ebraica di Odessa stava celebrando uno dei giorni più importanti del proprio calendario religioso. Yom Kippur, o il Giorno dell’Espiazione, è un giorno di preghiera, digiuno e penitenza per gli ebrei di tutto il mondo. Segna la fine del periodo di dieci giorni di Rosh Hashanah, che è un periodo di riflessione e di richiamo al pentimento.
Mentre le comunità ebraiche di tutto il mondo si riuniscono per pregare, riflettere e chiedere perdono per i propri peccati, i missili russi sono stati lanciati contro di loro. È una sconvolgente violazione del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali.
La popolazione di Odessa comprende un’ampia comunità ebraica con una ricca storia e cultura. Durante il XIX secolo, Odessa era conosciuta come la “Gerusalemme del Mar Nero” ed era un importante centro culturale per gli ebrei dell’Impero russo.
Tuttavia, nel corso della storia, gli ebrei di Odessa hanno affrontato persecuzioni e discriminazioni. Durante la seconda guerra mondiale, molti ebrei di Odessa furono uccisi dall’occupazione nazista e durante l’era sovietica, la pratica religiosa ebraica fu fortemente limitata.
Nonostante queste prove, la comunità ebraica di Odessa è rimasta resiliente e ha continuato a praticare la propria religione e a preservare la propria identità culturale.
Oggi, gli ebrei di Odessa ancora si riuniscono nelle sinagoghe e nelle comunità locali per pregare, celebrare le festività e mantenere vive le tradizioni.
L’attuale attacco contro la comunità ebraica di Odessa è un orribile ricordo delle persecuzioni del passato e una chiara violazione dei diritti umani. È fondamentale che la comunità internazionale si mobiliti per condannare questo attacco e per fornire assistenza e supporto alla popolazione di Odessa.
Le organizzazioni per i diritti umani devono fare pressione sui governi affinché agiscano per porre fine a questa violenza e per garantire la sicurezza e la protezione delle comunità vulnerabili.
Inoltre, la comunità internazionale deve lavorare insieme per promuovere la tolleranza, la comprensione e il rispetto tra le diverse comunità religiose e culturali. È solo attraverso la coesistenza pacifica e il rispetto reciproco che possiamo sperare di creare un mondo in cui tragedie come questa non si ripetano.
I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti alla comunità ebraica di Odessa durante questo momento difficile. Siamo solidali con voi e ci impegniamo a lavorare per porre fine alla violenza e alla discriminazione.
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