Polizia di Londra cerca 11 persone dopo disordini e aggressioni durante la manifestazione “Unite the Kingdom”
La polizia di Londra ha lanciato un appello per ricevere informazioni su undici persone coinvolte in vari reati di ordine pubblico e aggressione durante la manifestazione “Unite the Kingdom”, guidata dall’attivista Tommy Robinson, tenutasi il 13 settembre. Secondo la Metropolitan Police, tra le 110.000 e le 150.000 persone hanno affollato le strade della capitale britannica in quella giornata.
Durante la manifestazione, si sono verificati disordini che hanno portato a 26 agenti di polizia aggrediti fisicamente, con calci e pugni, e a 24 arresti effettuati. La polizia ha sottolineato l’importanza di interrogare ulteriori undici individui, ritenuti coinvolti in reati di vario tipo, tra cui l’aggressione ai servizi di emergenza.
Un ispettore della squadra del crimine di ordine pubblico della polizia ha dichiarato di essere al lavoro su centinaia di ore di filmati delle telecamere di sorveglianza per identificare i sospetti. Il Detective Chief Inspector Natalie Norris ha affermato: “La polizia di ordine pubblico non termina quando l’evento finisce; da sabato scorso, i nostri team hanno lavorato per identificare coloro che sono stati coinvolti in attività criminali. Abbiamo già individuato diverse persone che vorremmo interrogare e chiediamo aiuto al pubblico per trovarle.”
I rapporti indicano che tre delle persone arrestate erano donne, mentre gli altri erano uomini. Otto individui sono già stati accusati di aggressione e reati di ordine pubblico. Uno di loro ha ricevuto un ammonimento e undici sono stati rilasciati in attesa di ulteriori indagini.
La manifestazione è stata organizzata da Robinson, il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon, e ha visto la partecipazione di relatori come l’ex attore Laurence Fox e il proprietario di X, Elon Musk. Robinson ha affermato in un discorso che “la rivoluzione è iniziata”, evidenziando come l’evento rappresentasse un “innesco per una rivoluzione culturale in Gran Bretagna”.
Nel frattempo, Musk, apparso tramite una video chiamata, ha alimentato polemiche dichiarando che “la sinistra è il partito dell’omicidio”, in riferimento all’omicidio recente di Charlie Kirk. Una serie di politici di sinistra ha però condannato l’omicidio, inclusi il Primo Ministro Sir Keir Starmer e la parlamentare laburista Kim Leadbeater, il cui familiare era stata vittima di un attacco estremista nel 2016.
In un’intervista rilasciata a Channel 4 News, il Primo Ministro ha descritto la manifestazione come un esempio di “patriottismo plastico”, sottolineando che la situazione ha provocato ansia in molte comunità, che si sentono più insicure di prima. Il governo britannico ha riprovato anche le dichiarazioni di Musk, definendole “pericolose e infiammatorie”.
Le tensioni non sono state uniche per Londra; diverse manifestazioni si sono svolte anche negli Stati Uniti, dove politici di spicco della sinistra hanno espresso la loro condanna nei confronti dell’omicidio di Kirk. Kamala Harris, ex Vice Presidente, e Alexandria Ocasio-Cortez hanno entrambe parlato della necessità di fermare la violenza politica.
Contemporaneamente, un gruppo separato di circa 5.000 persone, aderenti al movimento “Stand Up to Racism”, ha tenuto una manifestazione contro il fascismo, urlando slogan contro Robinson e affermando “queste sono le nostre strade”.
Tra quelli già accusati figura Richard Hamilton, di 42 anni, arrestato per aggressione a un poliziotto e per il quale è stato disposto il carcere preventivo. Altri soggetti hanno ricevuto le stesse misure di custodia. Le autorità continuano a seguire da vicino gli sviluppi della situazione e sono pronte a prendere ulteriori provvedimenti nei confronti di chi ha violato la legge.
Con il continuo lavoro di identificazione dei colpevoli e la diffusione delle immagini dei presunti responsabili, la polizia di Londra spera di ottenere risultati nel suo sforzo per garantire la sicurezza e il rispetto dell’ordine pubblico nelle future manifestazioni.
#leggolondra


