Pod autonomi potrebbero presto essere utilizzati sul ponte di Hammersmith al posto delle auto

Pod autonomi proposti per il ponte di Hammersmith dopo la chiusura al traffico

Un futuro di trasporti innovativi potrebbe essere all’orizzonte per Hammersmith Bridge, in West London, che è stato chiuso al traffico veicolare dal 2019 a causa di gravi crepe strutturali. La chiusura ha coinvolto anche gli autobus, e sembra che il ponte, un simbolo locale di 138 anni, potrebbe rimanere chiuso ai veicoli per un lungo periodo, come indicano recenti rapporti del consiglio municipale.

Il comune ha dichiarato che il ponte necessita di così tanti lavori di ristrutturazione da richiederne praticamente la costruzione ex novo. Tuttavia, il gruppo di iniziativa locale Barnes and Hammersmith Electric Light Transit (BHELT) ha proposto una soluzione alternativa: l’implementazione di “pod elettrici autonomi” leggeri, modellati come scatole di cartone.

Charles Campion, presidente della BHELT, spiega che “i pod sono simili a piccoli tram che circolano su ‘binari virtuali’, percorsi fissi sui quali l’intelligenza artificiale a bordo è addestrata, inizialmente con assistenza umana.” Questi veicoli rappresenterebbero un servizio di trasporto pubblico innovativo, non dotato di volante o pedale del freno, e peserebbero al massimo tre tonnellate, rendendoli leggeri e adatti a attraversare il ponte.

I pod, denominati Ohmio AV Shuttle, possono ospitare fino a 14 persone: otto sedute e sei in piedi, con velocità che possono raggiungere i 24 km/h. È previsto anche spazio per una sedia a rotelle, accesibile tramite una rampa situata sotto le porte del pod. Grazie a sensori avanzati, i veicoli autonomi possono “vedere” l’ambiente circostante, evitando lavori stradali o frenando nel caso di un attraversamento pedonale.

“I pod utilizzano una tecnologia LiDAR, simile a quella dei taxi autonomi, che emette e riceve impulsi laser per navigare in sicurezza” afferma Campion. Questi veicoli possono anche fermarsi per i pedoni o altri veicoli, e manovrare attorno agli ostacoli imprevisti senza necessità di intervento umano. Un programma specifico assicura che più di un pod non attraversi il ponte contemporaneamente o che non siano troppo pesanti durante la corsa.

Campion sottolinea che “velocità relativamente basse contribuiranno a mantenere sotto controllo le sollecitazioni sulla struttura fragile del ponte.” Per il momento, i pod non possono circolare liberamente su strada, poiché richiedono per legge la presenza di un autista, quindi i conducenti di sicurezza hanno iniziato a testare il sistema utilizzando un joystick.

Di recente, sono state effettuate prove di guida da Barnes a Castelnau per addestrare la mappa potenziata dall’intelligenza artificiale del pod a conoscere il tragitto corretto. Potrebbero operare tra l’intercambiatori dei trasporti di Hammersmith e il lato di Barnes del ponte, fino alla stazione ferroviaria di Barnes.

BHELT ha persino lanciato un’iniziativa su Instagram, invitando gli utenti a nominare i pod, suggerendo il nome “Podri” in onore del calciatore spagnolo Pedro González López. Questa idea di bus navetta è stata ispirata da progetti avanzati dalla fondazione per il clima Possible nel 2023 sul miglior modo per ripristinare Hammersmith Bridge.

Per Campion, il futuro di questo passaggio deve essere “green”, con il servizio di pod che integrerebbe le reti locali di autobus e ferrovie. “Il trasporto automobilistico inutile sta soffocando la città e i suoi abitanti,” aggiunge Campion, “e riportare le automobili sul ponte di Hammersmith, anche se fosse sostenibile economicamente, aggraverebbe ulteriormente il problema.”

Tuttavia, Transport for London (TfL), che gestisce le strade della capitale, non ha pianificato l’introduzione di questi pod, affermando di non avere “piani per l’introduzione di autobus autonomi altrove nella rete.” Resta da vedere se questa proposta innovativa sarà adottata come un reale passo avanti nel trasporto pubblico londinese, contribuendo così a risolvere i problemi di mobilità nella zona.

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