L’Urgenza della Sicurezza: Le Carrozze Riservate alle Donne nella Metro di Londra
Nel 2024, oltre 800 donne sono state vittime di aggressioni sessuali nella metro di Londra. In questa realtà che migliaia di londinesi affrontano, la sensazione di insicurezza durante la notte è una costante. Tra il 2023 e il 2024, si sono registrati 2,671 reati sessuali nei servizi TFL, escludendo i casi non denunciati, con un incremento del 10,5% rispetto agli anni precedenti. Questa situazione ha riacceso il dibattito sull’idea delle carrozze riservate alle donne, portato alla ribalta da una studentessa di 21 anni, Camille Brown.
Camille ha lanciato una petizione su change.org che ha raccolto oltre 11,000 firme, attirando l’attenzione del sindaco di Londra, Sadiq Khan. La giovane chiede l’introduzione di almeno una carrozza riservata alle donne su ogni linea della metro, con l’intento di ridurre le molestie basate sul genere. Cresciuta a Londra, Camille ha vissuto in prima persona episodi di questo tipo. Ricorda chiaramente un episodio in cui, per strada, un uomo le chiese di trascorrere la giornata con lui, mentre lei era in uniforme scolastica. “Ero terribilmente spaventata, e la mia unica preoccupazione era che indossavo l’uniforme,” scrive nella sua petizione, evidenziando come anche questo non possa garantire la protezione da intimidazioni o aggressioni.
Nonostante il supporto pubblico, TFL ha dichiarato di non voler perseguire l’idea delle carrozze riservate alle donne. Le carrozze per sole donne sono già una realtà in alcuni paesi, come il Giappone, dove sono state introdotte nei primi anni 2000 per combattere le molestie sessuali e le molestie fisiche. Nelle città di Tokyo e Osaka, queste carrozze sono facilmente identificabili grazie a segnali rosa o viola.
Nel Regno Unito, sono stati fatti alcuni passi avanti per migliorare la sicurezza delle donne sui mezzi pubblici. Nel novembre 2024, la polizia metropolitana ha installato telecamere di sorveglianza in ulteriori 15 fermate degli autobus della città, focalizzandosi su locali isolati con un’alta affluenza e una storia di crimini denunciati. Tuttavia, queste iniziative non sembrano aver dissipato le paure delle donne. Camille fa notare come l’ambiente affollato e chiuso della metro renda le vittime più vulnerabili e i colpevoli meno responsabili.
C’è un parere misto da parte del pubblico riguardo all’idea delle carrozze riservate. Alcuni sostengono che sia una misura necessaria per garantire spazi sicuri per le donne, mentre altri la criticano come una “soluzione fittizia” che evita di affrontare in modo serio le questioni della violenza contro le donne. Organizzazioni come Solace, attive a Londra, esprimono preoccupazione sul fatto che queste misure possano spostare l’onere della sicurezza esclusivamente sulle donne, anziché affrontare il comportamento di chi commette molestie.
Josie Holden Wilby, a capo dei servizi comunitari di Solace, afferma: “Introdurre carrozze riservate alle donne significherebbe che le donne sono responsabili della propria sicurezza, mentre dovrebbero essere coloro che molestano a dover cambiare comportamento.” Inoltre, l’idea di segregazione potrebbe alimentare la violenza di genere, in un contesto già difficile per le persone transgender, con un aumento dei crimini motivati dall’odio documentati dalla polizia metropolitana.
Appena dopo che la petizione di Camille è stata lanciata, TFL ha confermato che non prenderà in considerazione le carrozze riservate alle donne. Si concentreranno invece su collaborazioni con la polizia per individuare aree ad alto rischio e perpetratori ripetitivi, affermando che “non supportano proposte di carrozze riservate, ma lavorano per rendere la rete di trasporto di Londra un luogo ostile per i criminali.”
La discussione continua e pone interrogativi su quale sia la vera soluzione per garantire la sicurezza delle donne sui mezzi pubblici. Mentre il dibattito si anima e divide l’opinione pubblica, la necessità di un cambiamento che affronti le radici del problema diventa sempre più urgente. Solo attraverso un impegno collettivo e la responsabilizzazione di tutti possiamo sperare in una società più sicura.
#leggolondra


