Attacco Mortale a Londra: La Tragedia di Anita Mukhey
Il 9 maggio 2024, la tranquillità di una normale mattinata a Londra è stata spezzata da un gesto di violenza inaudita che ha portato alla morte di Anita Mukhey, una donna di 66 anni. L’evento tragico ha avuto luogo intorno alle 11:50, mentre la vittima stava aspettando l’autobus in un’area del nord della città. Jala Debella, un ventiquattrenne con una storia di problemi di salute mentale, è accusato di aver aggredito Mukhey, infliggendo 18 coltellate prima di allontanarsi con nonchalance mentre i passanti cercavano di soccorrerla e di contattare i servizi di emergenza.
Malgrado gli sforzi dei soccorritori e della polizia, Mukhey è deceduta circa trenta minuti dopo l’aggressione. Durante il processo che si è svolto nel tribunale Old Bailey, il procuratore Jonathan Polnay KC ha descritto l’attacco come “insensato”. Le indagini hanno rivelato che Debella e Mukhey non si conoscevano affatto prima dell’evento.
Debella viveva in un’istituzione per persone con problemi di salute mentale a Colindale, nel nord-ovest di Londra. Gli avvocati hanno dichiarato che il giovane aveva un “interesse particolare per video estremamente violenti” disponibili online. In particolare, è emerso che Debella aveva acquistato un coltello da caccia di 21 cm due mesi prima dell’omicidio, pagandolo 120 sterline a Covent Garden.
Solo tre giorni prima dell’omicidio, Debella era riuscito ad acquistare un altro coltello da caccia da un sito web specializzato. Il giorno dell’attacco, ha monitorato la consegna del coltello sulla piattaforma postale prima di riceverlo alle 10:44. Subito dopo, ha cercato su internet la frase “video di uccisioni” e ha visitato un sito contenente contenuti violenti di natura grafica.
Le telecamere di sorveglianza hanno catturato Debella mentre si aggirava a Edgware Road, passando davanti alla fermata dell’autobus e ritornando sul luogo dell’aggressione. Solo trenta secondi dopo, Mukhey è crollata a terra, con la prima chiamata al numero di emergenza effettuata alle 11:48. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto un uomo litigare con la vittima e colpirla ripetutamente al volto e allo stomaco, prima di estrarre un coltello.
Diversi testimoni hanno descritto un “urlo acuto” prima che Mukhey collassasse. Debella, dopo l’aggressione, sembrava camminare con calma dalla scena del crimine e, mentre si allontanava, appariva gettare qualcosa in un bidone. Più tardi, la polizia ha recuperato un coltello che somigliava a quello acquistato online.
L’analisi forense ha rivelato che il coltello presentava DNA di Debella e Mukhey. Una volta tornato a casa, Debella ha cercato su internet parole come “coltello”, “video di gore” e “ultime notizie”. Gli agenti di polizia sono intervenuti alle 16:46 e uno di loro ha riconosciuto Debella nel corridoio comune, nonostante avesse cambiato d’abito.
All’atto dell’arresto per sospetto omicidio, Debella si è limitato a dichiarare: “Voglio parlare con il mio avvocato.” L’esame delle scarpe Nike macchiate di sangue sequestrate nella sua camera ha rivelato DNA che era “un miliardo di volte” più probabile provenire da Debella e Mukhey rispetto a quello di persone sconosciute.
Attualmente, Debella è accusato di omicidio e possesso di un’arma offensiva. Il processo continua, e la comunità è scossa da questa violenza gratuita, sottolineando la necessità di affrontare seriamente i problemi di salute mentale e la diffusione di contenuti violenti online. Questo tragico evento ci ricorda l’importanza di prestare attenzione alla sicurezza pubblica e alla necessità di interventi mirati per prevenire simili atrocità.
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