La Guerra Dichiarata: Le Parole di Sergey Lavrov alla Riunione del G20
Oggi, durante una riunione del G20, il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha lanciato un’accusa pesante, affermando che la NATO e l’Unione Europea (UE) hanno sostanzialmente dichiarato guerra alla Russia. Queste dichiarazioni giungono in un contesto di crescente tensione internazionale, in particolare a causa dell’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa.
Lavrov ha sostenuto che la guerra in Ucraina è il risultato dell’interferenza dell’Occidente. Secondo lui, se la Carta delle Nazioni Unite non viene rispettata, ciò porta a una “instabilità globale” e a “conflitti regionali”. La Carta del 1945, che la Russia è stata accusata più volte di ignorare, enfatizza l’obbligo degli Stati membri di lavorare insieme per porre fine “al flagello della guerra”.
Il Ministro degli Esteri russo ha anche citato come esempio delle conseguenze del colonialismo occidentale le frontiere tracciate in Africa, fatte “senza alcuna considerazione per la nazionalità”. Allo stesso modo, ha sostenuto che la crisi ucraina è stata provocata dal “collective West”, con la NATO e l’UE che avrebbero già dichiarato guerra al suo Paese e stanno partecipando attivamente al conflitto.
Lavrov non si è limitato a commentare la situazione in Ucraina, ma ha anche criticato le potenze occidentali per l’escalation di violenza e tensione in Medio Oriente. Ha descritto la crisi umanitaria a Gaza come “senza precedenti”, citando una stima di oltre 65.000 morti finora, aggiungendo che alcuni funzionari dell’ONU suggeriscono che il numero potrebbe essere dieci volte superiore.
Nelle sue dichiarazioni, Lavrov ha affermato che “nessuno dei vicini di Israele può sentirsi al sicuro”, facendo riferimento agli attacchi israeliani su Iran, Qatar e Yemen. Ha sottolineato che questo stato di ansia e violenza si manifesta quotidianamente.
Le dichiarazioni di Lavrov sono arrivate dopo il suo viaggio a New York per partecipare all’80ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Durante il suo soggiorno, ha avuto un incontro riservato con il Segretario di Stato americano Marco Rubio per discutere come risolvere il conflitto ucraino, che va avanti da più di tre anni. Secondo i media di stato russi, Lavrov ha informato Rubio che il conflitto è stato “prolungato” da “complotto” sostenuti da Kiev e da alcune capitali europee.
Uscendo dall’incontro, Lavrov ha mostrato un gesto di approvazione ai giornalisti, ma la posizione americana ha preso una direzione differente. Il Segretario di Stato Rubio ha ribadito il messaggio del Presidente Trump, sottolineando la necessità di porre fine alle uccisioni e di compiere passi significativi verso una risoluzione duratura tra Russia e Ucraina.
I commenti di Trump, avvenuti dopo un incontro con il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, segnalano un notevole cambiamento di rotta. Un giorno prima, Trump aveva espresso la sua convinzione che l’Ucraina potesse “vincere”, nonostante in passato avesse suggerito che un eventuale accordo di pace avrebbe costretto Kiev a cedere territori alla Russia. Ora, Trump ha dichiarato: “Credo che l’Ucraina, con il supporto dell’Unione Europea, sia in grado di combattere e RIPRENDERE l’intera Ucraina nella sua forma originale”.
Le tensioni fra Russia e Occidente continuano ad intensificarsi, mentre le parole di Lavrov evidenziano la profonda frattura nei rapporti internazionali e l’impossibilità di giungere a un accordo pacifico in tempi brevi. In un clima di crescente instabilità, la comunità internazionale osserva con apprensione le evoluzioni di un conflitto che ha già lasciato un segno indelebile su milioni di vite.
In questo contesto, le dichiarazioni dei leader mondiali diventano sempre più cruciali. Il futuro dell’Ucraina, e con esso quello delle relazioni internazionali, resta un tema di rilevanza globale. La continua insistenza da parte russa che l’Occidente sia il colpevole del conflitto pone interrogativi sul possibile percorso verso la pace e la stabilità nella regione. La responsabilità di un dialogo costruttivo ricade sulla comunità internazionale, che deve trovare un modo per affrontare le sfide presentate da questa crisi persistente.
#leggolondra


