Una balena bianca accusata di essere una spia russa è stata trovata morta in circostanze misteriose.
Hvaldimir, una balenottera bianca lunga circa 14 piedi, è stata trovata galleggiante senza vita da un padre e un figlio durante una gita di pesca nella baia di Risavika in Norvegia domenica scorsa.
La famosa balena ha guadagnato una base di fan fedeli dopo essere stata trovata da pescatori norvegesi sull’isola di Ingøya nel 2019.
È stata scoperta con un’imbracatura legata attorno alla testa, sulla quale era presente la scritta ‘Equipment St Petersburg’ e uno spazio vuoto con posto per collegare una telecamera, scatenando voci che potesse essere stata una spia marina fuggita da un serbatoio di addestramento presso una struttura russa.
La Marina russa è nota per addestrare balene e foche per scopi militari, e Hvaldimir era noto per essere insolitamente amichevole verso gli esseri umani, suggerendo che avesse trascorso considerevole tempo intorno a loro in passato.
Il suo nome era un omaggio giocoso alla presunta attività sotto copertura, con Hvaldimir che è un gioco di parole tra ‘Hval’, la parola norvegese per ‘bianco’, e ‘Vladimir’ – un riferimento al presidente russo Putin.
Il cadavere della balena è stato scoperto da Storm Karolius Kristiansen, 16 anni, che stava pescando sgombri con suo padre quando sono incappati nell’immensa creatura marina al largo del villaggio di pescatori di Tanager.
L’autopsia eseguita sulla balena ha rivelato che la causa del decesso era probabilmente dovuta a un’enorme quantità di sostanze chimiche presenti nel suo corpo, che secondo gli esperti potrebbe essere stata la conseguenza di un’intossicazione alimentare o di un inquinamento ambientale.
Hvaldimir, che era diventato un simbolo di speranza per molti norvegesi, aveva un comportamento insolito per una balena, dimostrando un attaccamento verso l’uomo e una propensione a interagire con gli esseri umani in modo quasi affettuoso. Questo comportamento ha portato molti a credere che la balena potesse essere stata addestrata per svolgere compiti specifici per conto di un organizzazione segreta russa.
La morte di Hvaldimir ha scosso la comunità scientifica e ambientale internazionale, che ora chiede un’indagine completa per determinare le cause della morte di questa balena unica nel suo genere.
La balena bianca è stata sottoposta a test tossicologici per determinare la presenza di eventuali sostanze nocive nel suo corpo, ma i risultati non sono ancora stati resi pubblici.
L’associazione ambientalista Greenpeace ha chiesto un’indagine approfondita sulle attività delle marine russe e sulle possibili conseguenze ambientali delle operazioni di addestramento di balene e animali marini per scopi militari.
La storia di Hvaldimir continua a sollevare interrogativi sulla relazione tra gli esseri umani e il mondo marino, portando alla luce le pratiche poco etiche e pericolose che possono essere nascoste dietro le operazioni militari segrete.
Alcuni esperti di conservazione marina sottolineano l’importanza di proteggere le balene e gli animali marini dalle attività militari che possono metterne a rischio la sicurezza e la sopravvivenza.
In conclusione, la morte misteriosa di Hvaldimir mette in luce la necessità di una maggiore trasparenza e responsabilità nelle operazioni militari che coinvolgono animali marini e solleva importanti questioni etiche e ambientali che devono essere affrontate a livello internazionale. Il suo ricordo continuerà a ispirare la lotta per la protezione e il rispetto del mondo marino, affinché tragedie come questa non si ripetano in futuro.
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