Il servizio di sicurezza dell’Ucraina ha dichiarato per la prima volta di aver realizzato l’attacco terroristico che ha gravemente danneggiato il ponte di Crimea in Russia lo scorso anno.
Tre persone sono morte nell’esplosione dell’8 ottobre, con il presidente del comitato investigativo russo che ha dichiarato di voler aprire un caso penale su quello che ha descritto come “atto di terrorismo”.
Il presidente Vladimir Putin ha risposto all’attacco dicendo: “Non c’è dubbio che si tratti di un atto terroristico volto alla distruzione di infrastrutture civili di fondamentale importanza”.
“Questo è stato pianificato, realizzato e ordinato dai servizi speciali ucraini”.
Ieri, il capo del servizio di sicurezza ucraino, Vasyl Malyuk, ha confermato che le sospettava del leader russo su chi fosse dietro all’attentato erano del tutto corrette.
Parlando in televisione nazionale, ha detto: “Abbiamo avuto molte operazioni diverse, operazioni speciali.
“Saremo in grado di parlare apertamente e pubblicamente di alcune di esse dopo la vittoria, non parleremo affatto di altre”.
Malyuk non ha fornito ulteriori dettagli sull’attacco o sui motivi che hanno portato all’esplosione, ma la sua ammissione rappresenta un importante sviluppo nelle tensioni tra Ucraina e Russia.
Il ponte di Crimea è stato costruito nel 2018 per collegare la Russia continentale alla regione annessa di Crimea, che ha provocato forti proteste internazionali e un aumento delle tensioni tra i due paesi.
L’Ucraina ha sempre negato ogni coinvolgimento nell’attacco, ma questa ammissione dimostra che i rapporti tra le due nazioni sono ancora molto tesi.
Le relazioni tra Ucraina e Russia si sono deteriorate notevolmente negli ultimi anni a causa del conflitto militare in corso nelle regioni orientali dell’Ucraina e dell’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014.
Il sostegno dell’Ucraina ai separatisti filorussi nelle regioni orientali e il controllo russo sulla Crimea hanno alimentato una serie di conflitti e tensioni tra i due paesi.
L’attacco al ponte di Crimea è solo l’ultimo episodio in questa lunga serie di controversie e dimostra chiaramente che le tensioni tra Ucraina e Russia sono ancora forti.
L’Ucraina ha sempre cercato di affermare la sua indipendenza e autonomia dalla Russia, mentre la Russia ha continuato a cercare di esercitare il suo controllo sulla regione e sulle sue risorse.
Le implicazioni di questa ammissione per le relazioni tra Ucraina e Russia sono ancora incerte e potrebbero portare a un ulteriore escalation delle tensioni.
Cosa succederà ora dipenderà da come i due paesi gestiranno questa situazione e se riusciranno a trovare un modo per risolvere le loro divergenze in modo pacifico.
Ci attendiamo che ci siano futuri sviluppi in merito a questa vicenda e continueremo a seguire da vicino l’evoluzione delle relazioni tra Ucraina e Russia.
#leggolondra


