Gli attacchi ucraini mettono in ginocchio la flotta ombra e i depositi di petrolio in Russia
Oggi, la flotta ombra di Vladimir Putin ha subito un duro colpo con 14 nuovi attacchi, mentre la situazione nelle stazioni di servizio russe continua a deteriorarsi. Questo porta il totale delle navi perse questa settimana a 49, quasi tutte petrolieri che rifornivano carburante alla Crimea e ad altri territori ucraini annessi dal Cremlino.
Secondo un rapporto, la crisi è ormai “catastrofica”, con il Cremlino che cerca di nascondere le conseguenze di questa situazione. Un ulteriore colpo per Putin è arrivato dai devastanti attacchi notturni condotti dall’Ucraina al porto di Taganrog, dove si è scatenato un incendio nel deposito di petrolio Kurgannefteprodukt, costringendo alla evacuazione d’emergenza dei residenti.
Nel frattempo, le code per il carburante stanno aumentando e i prezzi stanno lievitando, anche nelle remote aree della Siberia, mentre Putin continua a rifiutare di fermare la guerra o di rinunciare al suo obiettivo di conquistare l’intera regione del Donbass nell’est dell’Ucraina.
L’agenzia di notizie indipendente russa Meduza ha analizzato i dati sul commercio del petrolio e ha concluso: “La situazione con i combustibili, dopo gli attacchi dei droni ucraini, sembra essere semplicemente catastrofica.” Inoltre, si evidenzia che le autorità cercano di mantenere segrete le informazioni riguardanti l’entità dei danni alle raffinerie di petrolio russe.
In queste circostanze, la scarsità di combustibile può essere valutata indirettamente analizzando i dati di trading delle borse. Prima degli attacchi recenti, il volume degli scambi era sceso al 53% rispetto ai livelli di gennaio, mentre i prezzi erano aumentati del 146%.
Le immagini mostrano anche droni kamikaze ucraini che prendono di mira camion militari pieni di occupanti russi nelle aree retrostanti della regione di Luhansk.
La Russia, che è il secondo produttore di petrolio al mondo, sta ora cercando di importare forniture a causa della devastazione causata dai droni ucraini. Inoltre, il Paese deve affrontare danni alle sue coltivazioni, poiché il raccolto è compromesso a causa della chronic scarsità di diesel.
“La stagione di raccolta 2026 si sta trasformando in un incubo per i contadini russi, che si trovano a fronteggiare una carenza di carburante diesel, restrizioni alla vendita e prezzi in aumento”, ha riportato il Moscow Times. “La mancanza di diesel per mietitrebbie e altre attrezzature è particolarmente acuta nelle regioni meridionali chiave.”
Questo scenario alimenta una crescente preoccupazione tra gli esperti, che vedono un potenziale collasso del mercato del petrolio russo e un impatto devastante sull’economia agricola del Paese. Mentre la flotta ombra di Putin sembra sempre più vulnerabile, la pressione interna aumenta con la crescita del malcontento tra la popolazione, costretta a fare i conti quotidianamente con una crisi energetica senza precedenti.
Tutte queste difficoltà portano a interrogarsi su quanto a lungo la Russia possa mantenere questo stato di guerra con l’Ucraina e quali conseguenze avranno, in futuro, le attuali misure e strategie del governo russo.
Siamo in un momento in cui le decisioni politiche si riflettono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini russi, mentre il conflitto si protrae e le risorse continuano a scarseggiare.
In conclusione, la situazione in Russia è critica e i colpi subiti dalla flotta ombra e dalle infrastrutture energetiche potrebbero avere conseguenze di vasta portata non solo per il regime di Putin, ma anche per la stabilità economica e sociale della nazione. È un periodo difficile che richiede attenzione e analisi, poiché il futuro sembra incerto e carico di sfide.
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