Londinesi costretti a indebitarsi a causa del ‘sistema di riscaldamento’ che riscalda le case nonostante i 36°C

La Trappola dei Rete di Riscaldamento a Londra: Un Appello dei Locatari di Wedgwood House

A Londra, i locatari di Wedgwood House, situata a solo quindici minuti a piedi dal Westminster Bridge, sono uniti per sfidare le autorità comunali di Lambeth dopo aver vissuto un’enorme crescita delle bollette, che sono aumentate fino al 350%. Questa situazione ha costretto molti di loro ad affrontare debiti insostenibili.

Il problema principale è che gli abitanti di Wedgwood House non possiedono né possono controllare i propri sistemi di riscaldamento. Invece, l’intero edificio è dotato di un impianto di riscaldamento centralizzato che produce acqua calda attraverso una caldaia comune, distribuendola ai termosifoni di 181 appartamenti. Sebbene questo possa sembrare un metodo più ecologico per produrre calore, priva i residenti della possibilità di decidere come e quando riscaldare le proprie abitazioni, costringendoli a chiudere i termosifoni, anche in caso di ondate di caldo estivo.

La Situazione Giuridica

Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, i costi per l’energia dei locatari sono aumentati drasticamente, mettendo molti di loro in una situazione di indebitamento non sostenibile. Le spese energetiche vengono infatti fatturate come “costo del servizio”, senza alcuna protezione dal tetto dei prezzi energetici, portando le fatture annuali a superare di gran lunga i costi sostenuti in precedenza.

In risposta a questa ingiustizia, i residenti si sono uniti per contestare le bollette stratosferiche e, in un barlume di speranza, hanno ottenuto un riesame giuridico. Richard Clayton KC ha commentato: “Ritengo che le ragioni del Richiedente siano realisticamente argomentabili in un contesto in cui sollevano questioni più ampie e punti di diritto di importanza generale.”

Voci dalla Comunità

Aida Haile, 55 anni, è residente nel edificio con suo figlio adolescente da quasi 17 anni e attualmente riceve crediti universali per prendersi cura di un familiare. Prima dell’aumento, pagava venti sterline a settimana per acqua calda e riscaldamento, ma nel 2023 le è stato comunicato che il costo sarebbe aumentato a settanta sterline, senza alcuna spiegazione.

“Ho provato puro panico, non c’era modo che potessi permettermelo. Sono caduta in depressione, smettendo di mangiare e dormire,” ha raccontato Aida. Dopo aver ricevuto numerosi avvisi di sfratto, ha concordato un piano di pagamento con il Comune di Lambeth, ma i debiti restano una montagna insormontabile, con Aida che afferma: “Non importa quanto paghi, ogni settimana accumulo ulteriore debito.”

Kirsty Oliveira, un’altra inquilina, ha subito uno dei maggiori aumenti nel palazzo, intorno al 350%. “Pensavo davvero che ci fosse stato un errore. Anche durante il freddo dell’inverno, riscaldavo solo la camera di mio figlio, quindi ho chiesto loro se fosse un errore,” ha dichiarato Kirsty. “Con grande sorpresa mi hanno confermato che era corretto, ma non c’era modo che io pagassi una cifra simile.”

Una Questione Più Ampia

Non è solo Wedgwood House a trovarsi in questa situazione difficile. Nel 2024, il Comune di Lambeth ha emesso 801 avvisi di sfratto per debiti connessi ai sistemi di riscaldamento. Secondo le stime della Social Market Foundation, circa 900.000 famiglie in Gran Bretagna utilizzano sistemi di riscaldamento centralizzati, inclusi uno su dodici nuclei familiari nel settore dell’edilizia sociale.

La Public Interest Law Centre ha presentato le richieste legali a nome degli inquilini di Wedgwood House. Il Comune di Lambeth ha affermato che non può commentare ulteriormente a causa del caso legale in corso, ma ha precedentemente sostenuto che le udienze di possesso sono un “ultimo ricorso” e che stanno lavorando con i residenti per creare piani di rimborso sostenibili.

Questa situazione solleva interrogativi più ampi sulla giustizia sociale e sul diritto dei locatari, in un contesto in cui milioni di cittadini si trovano in difficoltà a causa delle crescenti spese energetiche. Questo caso potrebbe segnare l’inizio di una lotta più ampia per la protezione dei diritti dei locatari a Londra e oltre.

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