Il leader della setta apocalittica Paul Mackenzie e 30 dei suoi seguaci sono apparsi in un tribunale keniota accusati dell’omicidio di 191 bambini.
Mackenzie, capo della Chiesa Internazionale delle Buone Notizie, è stato accusato di aver ordinato ai suoi fedeli di lasciare morire di fame sé stessi e i loro figli in modo da poter incontrare Gesù prima della fine del mondo.
Più di 400 corpi sono stati dissotterrati durante mesi di esumazioni in decine di migliaia di acri di foresta, rendendo questa una delle peggiori tragedie legate a una setta della storia recente del mondo.
I pubblici ministeri sostengono di voler incriminare un totale di 95 persone con l’accusa di omicidio, omicidio colposo, terrorismo e tortura.
Un avvocato dell’ex tassista Mackenzie, che è stato in custodia da quando la polizia ha iniziato a dissotterrare i corpi nella foresta, ha dichiarato che il pastore auto-proclamato sta collaborando con l’indagine.
Durante un’udienza nella città costiera di Malindi, un giudice ha accolto una richiesta della procura di condurre valutazioni della salute mentale dei 31 imputati prima che vengano formalmente incriminati e presentino le loro difese fra due settimane.
Mackenzie, vestito con una maglietta a righe bianche e blu, è rimasto in gran parte impassibile insieme ai suoi co-imputati in aula.
La Chiesa Internazionale delle Buone Notizie è stata al centro dell’attenzione mediatica dopo che sono emersi i dettagli di questa terribile tragedia. Secondo quanto riferito, Mackenzie e i suoi seguaci avrebbero creduto che la fine del mondo fosse imminente e che l’unica via di salvezza sarebbe stata quella di morire di fame per incontrare Gesù.
Le indagini hanno rivelato che all’interno della chiesa veniva praticata una forma estrema di auto-negazione, che avrebbe portato alla morte di numerosi bambini e adulti. I corpi sono stati sepolti in una vasta area boschiva, e gli investigatori hanno lavorato duramente per esumare ed esaminare ogni singolo reperto.
Le autorità keniote hanno espresso il loro profondo sconcerto di fronte a una situazione così drammatica. Si sta cercando di fare luce su come una cattiva interpretazione della fede abbia portato a un così tragico risultato, e si spera che giustizia verrà fatta per tutte le vittime coinvolte.
La comunità locale è stata sconvolta da queste rivelazioni, e si sta cercando di affrontare il dolore e il trauma causati da questa terribile vicenda. Si sta anche offrendo supporto alle famiglie delle vittime e si sta lavorando per prevenire che simili tragedie possano ripetersi in futuro all’interno di altre comunità .
Si spera che questo terribile evento porti a una maggiore consapevolezza dei pericoli delle sette apocalittiche e a una maggiore vigilanza da parte delle autorità e delle comunità locali. L’obiettivo è quello di evitare che simili tragedie possano accadere di nuovo e di proteggere le persone vulnerabili da coloro che cercano di sfruttare la loro fede per fini malvagi.
La storia di Paul Mackenzie e della Chiesa Internazionale delle Buone Notizie rimarrà purtroppo una delle pagine più tristi della storia recente del Kenya, ma si spera che possa anche portare a una maggiore comprensione e prevenzione di tali eventi in futuro.
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