Un ammiraglio russo, che l’esercito ucraino ha dichiarato di aver ucciso in un attacco alla Crimea occupata, è tornato in vita, ma solo per essere licenziato dal suo lavoro da Vladimir Putin.
Si pensava che Viktor Sokolov fosse morto in un attacco a Sebastopoli con missili Storm Shadow forniti dai britannici nel settembre 2023. Sembrava che fosse stato erroneamente segnalato come morto insieme ad altri 34 ufficiali navali nella sede della flotta.
I canali di Telegram pro-guerra hanno ora riportato la rimozione del comandante della Flotta del Mar Nero dal suo incarico. Non c’è stata conferma ufficiale del licenziamento, ma questo avviene solo un giorno dopo che i droni ucraini hanno affondato il “Caesar Kunikov” russo, infliggendo un altro colpo a Putin.
La sua morte è stata negata all’epoca e due giorni dopo i media russi hanno pubblicato video che lo mostravano apparentemente in una riunione online con il ministro della difesa Sergei Shoigu e altri capi dell’esercito. Ma le immagini non erano datate, alimentando solo le speculazioni che Sokolov fosse morto nell’attacco di settembre.
La Crimea è rimasta una fonte di tensione tra la Russia e l’Ucraina sin dal suo annessione da parte russa nel 2014. Putin ha sostenuto che la Crimea è parte integrante della Russia, ma questa azione è stata ampiamente respinta dalla comunità internazionale, portando a sanzioni contro la Russia da parte di molte nazioni.
L’attacco in cui si supponeva che Sokolov fosse stato ucciso era considerato un’enorme vittoria strategica per l’Ucraina, che cercava di recuperare il controllo della Crimea. L’uso di missili forniti dalla Gran Bretagna ha sollevato domande sulla partecipazione di altre nazioni alla lotta tra Russia e Ucraina.
Il ritorno in vita di Sokolov è stata una svolta sorprendente in questa storia già incredibile. La sua rimozione dal suo incarico potrebbe indicare che la leadership russa lo riteneva responsabile della perdita della “Caesar Kunikov” e di altri colpi subiti dalla flotta del Mar Nero.
Alcuni osservatori internazionali hanno suggerito che il ritorno di Sokolov in vita potrebbe essere stato orchestrato dalla Russia come un’azione di propaganda per dimostrare la forza e la resistenza del suo esercito. Tuttavia, ciò solleva ulteriori domande su cosa sia realmente accaduto nell’attacco di settembre e su chi sia stato coinvolto.
Mentre la situazione continua a evolversi, è chiaro che la Crimea rimane un punto di scontro tra la Russia e l’Ucraina e che il conflitto in corso ha conseguenze significative per entrambi i paesi e per la regione nel suo complesso. Il destino di Sokolov e le sue azioni future potrebbero avere un impatto significativo su come si svilupperà la situazione in Crimea e su come la comunità internazionale risponderà a questo crescente conflitto.
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