Un’insegnante di alto rango è stata accusata di aggressione e licenziata dopo aver toccato la mano del proprio figlio con due dita per cercare di attirare la sua attenzione.
Una collega ha chiamato la polizia su Shelly-Ann Malabver-Goulbourne dopo che ha cercato di far smettere al figlio di tre anni di giocare con una bottiglia di disinfettante per le mani nel gennaio 2022.
È stata costretta a subire un’indagine da parte della polizia, del consiglio e della fondazione educativa per determinare se fosse abusiva nei confronti dei suoi figli e se potesse mantenere il lavoro.
Nonostante la polizia e l’autorità locale abbiano stabilito che non fosse necessario adottare ulteriori provvedimenti, l’Arbor Academy Trust l’ha licenziata dalla Northwold Primary School a Hackney, Londra.
Ora è in linea per ricevere un risarcimento dopo aver vinto una causa per licenziamento ingiusto.
Nella giornata dell’incidente, la signora Malabver-Goulbourne stava terminando un incontro con la responsabile della sicurezza dei bambini, la signora Bhagwandas, quando le è stato detto che suo figlio, J, aveva versato il liquido per terra.
Il bambino aveva avuto del disinfettante per le mani nell’occhio appena due settimane prima, ha stabilito il tribunale.
La questione sollevata da questa storia è quella del confine tra disciplina e abuso, soprattutto quando si tratta di genitori e insegnanti che agiscono nei confronti dei propri figli.
Molti genitori si trovano spesso a dover affrontare situazioni di comportamento difficile da parte dei propri figli, e cercano di trovare il giusto equilibrio tra insegnare loro l’importanza del rispetto e dello stare al passo con le regole, senza però cadere nell’abuso fisico o emotivo.
In questo caso, l’insegnante è stata accusata di essersi spinta troppo oltre nel cercare di impedire al figlio di mettersi in pericolo, causando una reazione esagerata da parte della sua collega e portando a conseguenze molto negative per la sua carriera e la sua reputazione.
È importante ricordare che la disciplina deve essere sempre finalizzata all’educazione e al benessere del bambino, e non a infliggere dolore o umiliazione.
Nel mondo scolastico, in particolare, è fondamentale che gli insegnanti siano in grado di gestire le situazioni difficili con pazienza, empatia e rispetto, senza mai ricorrere alla violenza fisica o verbale.
Il caso di Shelly-Ann Malabver-Goulbourne solleva anche la questione della reazione delle autorità e della società in generale di fronte a presunti casi di abuso o cattiva condotta da parte di genitori o insegnanti.
È importante che ogni caso venga valutato in modo equo e imparziale, senza pregiudizi o sensazionalismo dai media o dal pubblico. Solo così si potrà garantire una giustizia vera e appropriata per tutte le parti coinvolte.
Nel caso specifico, sembra che la risposta delle autorità sia stata eccessiva rispetto alla gravità dell’incidente, portando alla perdita del lavoro e alla reputazione danneggiata dell’insegnante, nonostante le indagini abbiano stabilito che non ci fossero motivi per procedere ulteriormente.
Adesso Shelly-Ann Malabver-Goulbourne ha la possibilità di ottenere una forma di compensazione per quanto ha dovuto sopportare, ma resta comunque il dubbio se questa sia una vera giustizia o solo un modo per cercare di rimediare a un errore commesso dalle autorità .
In conclusione, è importante che la disciplina e l’educazione dei bambini siano improntate alla pazienza, al rispetto e all’amore, evitando qualsiasi forma di abuso o violenza. E altrettanto importante è che i casi di presunto abuso vengano gestiti in modo equo e imparziale, senza distruggere la vita e la reputazione di chi potrebbe essere innocente. Solo così si potrà garantire una società più giusta e compassionevole per tutti.
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