La città natale di Vladimir Putin è stata presa di mira in un attacco con drone kamikaze questa mattina, poche ore dopo che il tiranno è stato definito un “assassino” dai presenti al funerale di Alexei Navalny.
Le immagini video mostrano il momento in cui un edificio residenziale è stato colpito nell’attacco sospettato ucraino che ha provocato una enorme palla di fuoco. Si pensa che il drone fosse stato mirato a un deposito di petrolio nelle vicinanze.
Almeno 15 appartamenti sono stati danneggiati su tutti e cinque i piani dell’edificio di via Piskarevsky a San Pietroburgo.
Un residente ha detto: “Metà della casa è stata spazzata via”. Un’altra, che si è identificata solo come Elena, ha detto: “Prima ho sentito un fischiare, perché avevo appena aperto la finestra, poi un botto, un bagliore e un appartamento pieno di fumo, la finestra è volata via”.
Cento persone sono state evacuate dall’edificio colpito, ma non sono stati segnalati feriti.
L’attacco è avvenuto mentre Putin si trovava nella sua residenza a Sochi. Ci sono state rapidamente speculazioni su un possibile coinvolgimento ucraino nell’attentato, ma al momento non ci sono prove concrete a sostegno di questa ipotesi.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha condannato l’attacco, definendolo un atto di terrorismo e asserendo che il suo paese non ha nulla a che fare con l’incidente. Ha anche espresso le sue condoglianze alle persone coinvolte nell’attacco e ha promesso che il governo ucraino collaborerà pienamente con le autorità russe per indagare sull’accaduto.
Tuttavia, le tensioni tra Russia e Ucraina rimangono alte a causa del conflitto in corso nella regione del Donbass, così come delle continue violazioni del cessate il fuoco da entrambe le parti.
Il kamikaze drone è diventato una minaccia sempre più comune nella regione, con l’uso di tali dispositivi che si è diffuso tra le forze armate ucraine nel corso degli ultimi anni. Ci sono stati diversi attacchi con drone in passato, ma nessuno così vicino alla residenza di Putin.
L’attentato ha scatenato la paura tra i residenti di San Pietroburgo, già spaventati dall’attacco terroristico del 2017 in metropolitana e da altri attacchi recenti. La popolazione locale si chiede se sia sicuro restare nella città natale del presidente russo, soprattutto data la crescente instabilità politica della Russia.
Il governo russo ha promesso di prendere misure per garantire la sicurezza dei suoi cittadini e punire i responsabili dell’attacco. Il ministro della difesa ha dichiarato che l’attacco con drone sarà considerato un atto di terrorismo e che saranno intraprese azioni immediate per prevenire ulteriori attacchi.
Tuttavia, molti si chiedono se queste misure saranno sufficienti a fermare la minaccia crescente dei kamikaze drone e a proteggere la popolazione contro futuri attacchi simili.
Nel frattempo, il funerale di Alexei Navalny è stato segnato da forti contestazioni contro Putin e il suo regime autoritario. Molti hanno chiesto giustizia per la morte del famoso oppositore politico, sospettando che sia stato avvelenato per ordine diretto del presidente russo.
Il clima politico in Russia è teso, con sempre più persone che si oppongono al regime di Putin e alla corruzione dilagante nel paese. Molti si chiedono se la Russia sia sulla strada giusta o se sia destinata a cadere in un regime totalitario.
In ogni caso, l’attentato con drone di oggi ha dimostrato la vulnerabilità della città di San Pietroburgo e la necessità di rafforzare le misure di sicurezza in tutta la Russia. Solo il tempo dirà come reagirà il governo russo a questa minaccia emergente e se riuscirà a proteggere la sua popolazione contro futuri attacchi con drone.
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