L’industria dell’ospitalità nel Regno Unito: un settore in crisi
Negli ultimi dodici mesi, centinaia di ristoranti hanno chiuso i battenti nel Regno Unito, portando l’industria dell’ospitalità a un punto di rottura. A partire da marzo 2020, circa 21 attività indipendenti hanno chiuso ogni settimana, e altrettanti ristoranti, pub, caffè, club e hotel sono a rischio di fallimento.
Negli ultimi mesi, Londra ha assistito alla scomparsa di numerosi locali amatissimi, tra cui il Tandoor Chop House, Da Maria, Club Mexicana, Caravel e molti altri. Anche la catena di ristoranti italiani Spaghetti House ha recentemente chiuso tutte le sedi a Londra, dopo 70 anni di attività.
I proprietari di aziende e gli operatori del settore hanno veramente esaurito la pazienza e stanno chiedendo al governo di intervenire e apportare delle modifiche, a partire dalla riduzione dell’attuale carico fiscale.
Problemi con l’aliquota IVA nel settore dell’ospitalità
Nel Regno Unito, l’aliquota IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) del 20% viene applicata alla maggior parte dei servizi legati all’ospitalità, come i pasti nei ristoranti, le bevande nei bar e nei club, i caffè nei caffè e le pernottamenti negli hotel. Ciò significa che se il tuo conto per una cena è di 100 sterline, verrebbe addebitato un costo aggiuntivo del 20%, portando il totale a 120 sterline.
Questa aliquota del 20% per i ristoranti è considerata controversa perché supera significativamente quella applicata in altri paesi europei, dove si attesta tra il 7% e il 10%. Attualmente, il Regno Unito ha la seconda aliquota IVA più alta in Europa per il settore dell’ospitalità, con solo la Danimarca che ha un’aliquota più elevata del 25%.
Destinazione dell’IVA
L’IVA viene versata all’HMRC, che la trasferisce nei fondi generali del governo per aiutare a finanziare i servizi pubblici e le spese governative. Non è destinata a nulla di specifico, ma può essere utilizzata per servizi come il NHS, le scuole, le forze di polizia, i tribunali, nonché per il welfare e le pensioni.
L’aliquota IVA: un problema da risolvere
Un gruppo di membri dell’industria dell’ospitalità britannica ha avviato una petizione, intitolata #VATsTheProblem. Questo movimento è guidato dallo chef Tom Kerridge, che esorta il paese a unirsi nel chiedere un’aliquota IVA più equa, fissata al 10% per il settore dell’ospitalità.
Secondo la petizione, “Dimezzare l’aliquota IVA per l’ospitalità è la cosa più importante che il governo possa fare per supportare i nostri pub locali, ristoranti, caffè, hotel e molto altro.” Tom Kerridge sta cercando di raggiungere un milione di firme per la petizione, sostenuta da organizzazioni come UKHospitality e la British Beer and Pub Association.
Cosa significherebbe una riduzione dell’aliquota IVA per i britannici?
Il principale vantaggio di una riduzione dell’aliquota IVA sarebbe quello di alleviare la pressione immediata sugli esercizi indipendenti, consentendo loro di non chiudere. Questo non solo ci permetterebbe di continuare a godere dei nostri locali preferiti e a mantenere vive le comunità locali, ma salverebbe anche posti di lavoro. Negli ultimi due anni, si sono persi circa 100.000 posti di lavoro, e molte ore di lavoro sono state ridotte.
Una diminuzione dell’aliquota IVA potrebbe consentire alle aziende di mantenere i prezzi bassi, portando a costi più contenuti per cibo e bevande, e perfino per i soggiorni in hotel. Inoltre, ciò si tradurrebbe in una maggiore varietà di offerte nei negozi, creando esperienze diversificate per i consumatori invece di uniformare le città con le stesse catene di caffè e fast food.
Attualmente, oltre 177.600 persone hanno firmato la petizione per l’aliquota IVA, guadagnando ampio supporto da parte dei foodies online. Jesse Burgess di Top Jaw ha lanciato un appello accorato per raccogliere ulteriori firme, avvertendo che senza misure tempestive, la maggior parte dei ristoranti indipendenti, caffè e bar potrebbero scomparire.
Il sindaco di Greater Manchester, Andy Burnham, ha recentemente dichiarato di essere favorevole a un’aliquota ridotta al 10% per il settore dell’ospitalità se dovesse diventare primo ministro.
Per chi fosse interessato a firmare la petizione, è possibile visitare il sito vatstheproblem.co.uk. La crisi che colpisce il settore dell’ospitalità è seria e solo un’azione collettiva potrà ridare vita a un’industria fondamentale per la vita sociale ed economica del Regno Unito.
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