Traduzione di una Tragedia: Il Racconto di Roman Oleksiv e la Crisi dei Bambini Ucraini
Un momento straziante è avvenuto all’interno del Parlamento Europeo quando un traduttore è scoppiato in lacrime mentre raccontava la storia di Roman Oleksiv, un ragazzo ucraino di undici anni, la cui madre è morta a seguito di un attacco missilistico russo. Questo racconto non solo riporta alla luce la tragedia personale di un bambino, ma mette anche in evidenza le horror della guerra in Ucraina.
Roman aveva solo sette anni quando, il 14 luglio 2022, si trovava con sua madre, Halyna, per un controllo medico a Vinnytsya, lontano dalle linee del fronte. La vita di Roman è cambiata drasticamente quando una nave da guerra russa nel Mar Nero ha lanciato tre missili crociera sulla città, uccidendo la madre all’istante e lasciando il piccolo con gravi ustioni su tutto il corpo.
A causa dell’attacco, Roman ha subito il 45% di ustioni interne e il 35% di ustioni esterne, insieme a fratture agli arti e ferite da schegge. La visione del corpo di sua madre sotto le macerie è un ricordo che lo perseguita: “Ho visto i suoi capelli, ho potuto toccarli e darle un addio,” ha condiviso Roman commuovendo l’uditorio.
La sua storia è stata raccontata durante una proiezione al Parlamento Europeo focalizzata sui bambini ucraini feriti dalla guerra sanguinosa della Russia. La traduttrice, mentre raccontava come Roman, dopo aver subito 36 operazioni e un intenso programma di riabilitazione, avesse ripreso a danzare e a studiare musica, ha dovuto prendersi un momento per asciugarsi le lacrime.
Roman ha superato la sua lunga e dolorosa esperienza, trovando la forza di cantare l’inno nazionale durante partite di calcio in Ucraina. Con determinazione, ha affermato: “Voglio dirvi che quando siamo insieme, siamo forti e non dobbiamo mai arrenderci. Dobbiamo continuare ad aiutare i bambini ucraini.”
Dopo l’attacco missilistico, Roman è stato trasportato a Lviv, in Ucraina, e successivamente in Polonia e Germania per ulteriori cure. Oggi, nonostante le cicatrici fisiche e emotive, il ragazzo è tornato a ballare e frequenta una scuola di musica, seguendo le orme della madre, che era un’insegnante di fisarmonica.
In un’intervista, Roman ha spiegato: “Fisicamente, devi fare uno sforzo con la fisarmonica; devi pensare allo stesso modo, perché la tua mano destra deve sapere cosa suonare e contemporaneamente devi tirare per far uscire il suono.”
La storia di Roman ha ispirato anche un film sulla sua vita, che è stato mostrato a Papa Francesco prima della sua morte. La sua esperienza personifica le difficoltà affrontate da migliaia di bambini ucraini che hanno subito violenze in questo conflitto prolungato.
Da quando la guerra è iniziata, migliaia di bambini ucraini sono stati uccisi o rapiti. Si stima che almeno 20.000 bambini siano stati strappati dalle loro vite quotidiane e portati in paesi stranieri, dove hanno subito torture, negazione di cibo e qualsiasi contatto con i propri cari. Ci sono accuse pesanti contro la Russia, denunciata come responsabile della più grande operazione di rapimento di bambini sponsorizzata dallo Stato nella storia moderna, con il timore che il numero reale possa essere ancora più alto.
Maria Lvova-Belova, commissaria russa per i diritti dei bambini, ha persino dichiarato che lo Stato ha ‘evacuato’ 300.000 bambini ucraini dalle loro case distrutte nel 2023. Le forze di Putin hanno addirittura preso di mira gli orfanotrofi, lasciando molti bambini vulnerabili a una brutale indottrinazione russa senza alcuna speranza di essere rintracciati dai familiari.
Solo 300 dei bambini rapiti sono stati restituiti, e ci sono poche speranze che questo numero possa aumentare. La situazione dei bambini in Ucraina richiede l’attenzione e l’azione della comunità internazionale, per garantire che eventi come quelli vissuti da Roman non si ripetano mai più. La sua storia non è solo un racconto di sofferenza, ma un potente appello alla solidarietà e all’umanità.
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