Kushie Amin giura di usare un’app che permette alla sua famiglia di sapere sempre dov’è (Immagine: Kushie Amin)
Era l’11 di sera di agosto 2021 e stavo camminando da sola verso casa dopo cena con un’amica sempre in ritardo.
Questa volta, era arrivata con un’ora di ritardo e, dato che entrambe avevamo una voglia improvvisa di dolce e avevamo ordinato il dessert, eravamo rimaste fuori più a lungo del previsto.
Uscendo dalla stazione, attraversai la strada. Presi una profonda boccata di aria e contai fino a 10 per distrarre la mente e calmare i nervi. Prima di arrivare a tre, iniziai a preoccuparmi: e se fossi stata attaccata e aggredita?
La mia strada era buia e tranquilla – quasi sonnolenta – il che mi faceva sentire più a disagio. Passava di tanto in tanto una macchina, ma non abbastanza frequentemente da farmi sentire al sicuro. Poi, ho avuto l’improvvisa realizzazione di aver dimenticato le chiavi. Normalmente, intreccio le dita con le chiavi in tasca, con la più grande tra le nocche. È diventato automatico – un modo per prepararmi nel caso qualcuno provi ad attaccarmi.
Mentre aumentava la parano…
#leggolondra


