Esistono piani nel governo degli Stati Uniti per utilizzare una potente arma denominata Massive Ordnance Air Blast (MOAB) in Iran, se il presidente Donald Trump dovesse dare l’ordine di riprendere le operazioni belliche. Secondo quanto riportato, questi attacchi segnerebbero una grave escalation nel conflitto, con gli Stati Uniti che potenzialmente impiegherebbero la loro più grande bomba non nucleare per la prima volta nella guerra contro l’Iran.
La MOAB, conosciuta anche come GBU-43/B, è una delle bombe convenzionali più potenti nell’arsenale americano. Con un peso di quasi 1.000 kg, è in grado di devastare un’ampia area, ma potrebbe non avere la capacità di penetrare abbastanza profondamente sotto la superficie per distruggere i presunti impianti nucleari.
Questa bomba è considerata la più potente tra quelle non nucleari dell’esercito statunitense. La sua onda d’urto si estende per un miglio in ogni direzione ed è creata da 18.000 libbre di tritolo. La MOAB misura 30 piedi di lunghezza e ha un costo di $16 milioni per la costruzione. Per dare un’idea della sua potenza, la resa della bomba atomica sganciata su Hiroshima era di circa 15.000 tonnellate di TNT. In confronto, la Father of All Bombs (FOAB) russa è considerata la bomba non nucleare più potente al mondo, con una resa esplosiva di 44 tonnellate di TNT.
Le fonti hanno rivelato che i piani prevedono di lanciare gli attacchi prima del ritiro delle forze militari statunitensi dalla regione, consentendo potenzialmente all’amministrazione di dichiarare vittoria prima di ritirarsi. I piani per colpire le strutture nucleari iraniane, compreso il sito sotterraneo noto come Pickaxe Mountain, includono esplicitamente l’eventuale utilizzo della MOAB. Con le elezioni di metà legislatura statunitensi alle porte, i Repubblicani si preparano anche a una possibile reazione negativa degli elettori sul conflitto.
Nonostante mesi di bombardamenti americani, non vi è alcun segno di un accordo negoziato tra Washington e Teheran. Gli ufficiali statunitensi hanno privatamente messo in dubbio se la Casa Bianca abbia una strategia più ampia che colleghi i suoi piani militari a un chiaro percorso per uscire dalla guerra. Trump e i suoi consiglieri hanno trascorso mesi discutendo opzioni che potrebbero portare a quello che descrivono come un “fine definitivo” del conflitto, specialmente perché l’opposizione tra gli elettori americani è cresciuta.
Il presidente avrebbe anche respinto suggerimenti da parte di alcuni alleati che suggerivano di ritirare semplicemente le forze americane, sostenendo che ciò potrebbe sembrare una sconfitta. Anche se Trump ha dichiarato pubblicamente che non intraprenderà ulteriori azioni militari prima delle elezioni di metà legislatura, i consiglieri hanno messo in dubbio privatamente se quella posizione sia definitiva. La Casa Bianca non ha confermato pubblicamente l’uso della MOAB, e i piani riportati non significano che un attacco sia stato ordinato. Tuttavia, la bomba, sviluppata durante la guerra in Iraq e impiegata per la prima volta da Trump durante il suo primo mandato quando ha autorizzato l’esercito a bombardare posizioni dell’ISIS in Afghanistan nel 2017, potrebbe essere utilizzata per operazioni psicologiche.
In conclusione, l’escalation di tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran è un argomento di grande preoccupazione e attenzione, poiché l’eventuale impiego della MOAB rappresenterebbe un passo significativo e potenzialmente distruttivo nel conflitto in corso. La comunità internazionale resta in allerta di fronte a queste minacce e il mondo guarda con ansia agli sviluppi futuri di questa situazione delicata e pericolosa.
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