Critiche e Controversie sul Condizionamento D’Aria in una Struttura per Senza Fissa Dimora a Londra
Mentre le temperature raggiungono picchi record durante l’attuale ondata di calore, numerose famiglie residenti in un complesso per senzatetto a Londra stanno affrontando gravi difficoltà a causa della disattivazione dell’aria condizionata. I residenti di Britannia Point, situato a Colliers Wood, denunciano che i loro “insensibili proprietari” hanno deciso di spegnere il sistema di climatizzazione, lasciandoli a lottare contro il caldo opprimente.
Due madri, fra cui Sabrina Walters, 31 anni, raccontano esperienze drammatiche. La figlia di Sabrina, di soli 12 anni, ha subito gravi conseguenze di salute, arrivando a sviluppare epistassi, ovvero sanguinamento nasale, che lei stessa attribuisce al caldo asfissiante in casa. “Era come vivere in una pentola a pressione”, racconta Sabrina, descrivendo la sua casa dopo che l’aria condizionata è stata spenta all’inizio di luglio. Solo dopo aver contattato il suo consigliere locale e la deputata Siobhain McDonagh, il sistema è stato ripristinato.
In un comunicato ufficiale a cui i residenti hanno avuto accesso, l’Aura Asset Management, responsabile della gestione dell’edificio, ha informato i residenti che l’aria condizionata non è considerata un servizio disponibile nei loro contratti di locazione. “L’aria condizionata non è stata offerta come un servizio e non può essere riattivata”, si legge nella lettera. Questa decisione ha creato una situazione insostenibile per le decine di famiglie che vivono nel palazzo di 14 piani, il cui design in vetro contribuisce a un rapido riscaldamento degli appartamenti, mentre le finestre non possono essere completamente aperte per motivi di sicurezza.
Sabrina ha affermato che il suo bambino di un anno stava sudando e non riusciva a dormire, creando così un vero e proprio incubo per ogni genitore. “Siamo stati trattati come bestiame”, ha detto con frustrazione, ribadendo il dolore e l’insofferenza provati dai residenti. Un’altra madre, di 41 anni, ha aggiunto che il caldo intenso aveva provocato una grave eruzione cutanea nel suo bambino, che ha dovuto essere portato in ospedale. “Era difficile respirare laggiù”, ha dichiarato.
Le famiglie sono state consigliate di acquistare ventilatori per rimanere fresche, una soluzione che appare inadeguata in una situazione così critica. Britannia Point è stato originariamente un blocco per uffici costruito nel 1966 e trasformato in appartamenti nel 2017. La proprietà è detenuta da Criterion Capital, che appartiene al magnate immobiliare Asif Aziz.
Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha espresso il suo sostegno per le famiglie colpite, definendo inaccettabile la decisione di spegnere il sistema di climatizzazione. La portavoce del sindaco ha sottolineato l’importanza di standard base per una vita dignitosa in alloggi temporanei e ha confermato che l’autorità locale sta facendo il possibile per garantire supporto agli abitanti vulnerabili.
In risposta alle preoccupazioni espresse dai residenti, Aura Asset Management ha dichiarato che l’aria condizionata è adesso attiva per tutti gli abitanti e che non ci sono segnalazioni di malattie gravi attribuibili allo sforzo del caldo. Inoltre, l’azienda sostiene che, come prassi standard, i costi elettrici per il funzionamento dei sistemi di climatizzazione sono a carico degli inquilini.
Tuttavia, il consigliere locale Stuart Neaverson ha criticato l’operato della società, definendo la situazione “disgustosa”. Ha evidenziato come sia inaccettabile che famiglie già provate dalla situazione di senza fissa dimora vengano punite in questo modo, soprattutto durante un’ondata di calore record. “Ogni famiglia non dovrebbe dover scegliere tra mangiare e mantenere i propri bambini freschi durante il caldo estremo,” ha aggiunto.
Le storie di Sabrina e degli altri residenti di Britannia Point sollevano questioni importanti sul trattamento delle persone vulnerabili e sulla responsabilità delle aziende nella gestione delle strutture abitative. La situazione continua a evolversi, con molte famiglie in attesa di risposte e azioni concrete per garantire il loro benessere.
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