Due operatori di droni russi hanno correttamente previsto la propria morte dopo che il loro comandante li ha presuntamente mandati in missione suicida per aver litigato con lui.
In un video registrato prima della loro morte, i due uomini di mezza età hanno detto di essere stati incaricati di lasciare il loro squadrone di droni e unirsi a un plotone di fanteria che stava assaltando una posizione ucraina nell’area occupata di Donetsk.
Le riprese, pubblicate postume, mostrano Dmitry “Goodwin” Lysakovsky e Sergei “Ernest” Gritsai accusare il loro nuovo comandante Igor Puzyk di aver dato l’ordine insolito dopo una lite.
La coppia sembrava essere arrabbiata perché le loro informazioni sui droni erano state sprecate, cosa che non era piaciuta a Puzyk.
Affermano anche che il comandante aveva facilitato il traffico di droga nella sua unità e mentito sui successi sul campo di battaglia sotto il suo comando.
Lysakovsky dice: “Sto partendo per un attacco. Se torno bene, se non lo faccio, vi mostreremo e vi spiegheremo [la realtà ]”.
Lysakovsky ha registrato un’altra ripresa in cui è da solo e critica ulteriormente Puzyk, sostenendo che il comandante fosse influenzato da un soldato che manteneva legami con l’intelligence ucraina.
Questo tragico episodio ha scosso la comunità militare russa e sollevato domande sulla leadership e l’etica all’interno delle forze armate. Le accuse di ordini pericolosi e comportamento non professionale da parte del superiore si sono dimostrate fatali per Lysakovsky e Gritsai.
La notizia della morte dei due operatori di droni ha suscitato indignazione tra i loro colleghi e il pubblico in generale. La decisione del comandante Puzyk di assegnare loro una missione così rischiosa dopo una disputa interna ha sollevato serie preoccupazioni sulla gestione delle risorse umane nell’esercito russo.
Inoltre, le affermazioni riguardanti il traffico di droga all’interno dell’unità e le bugie riguardanti i successi sul campo di battaglia sono esempi lampanti di un ambiente tossico e poco professionale. La mancanza di fiducia nei confronti del comandante e la rivelazione di legami con un agente dell’intelligence avversaria evidenziano la gravità dei problemi all’interno dell’unità .
Le reazioni al video postumo sono state di sdegno e tristezza per la tragica fine dei due operatori di droni. L’idea che abbiano previsto la propria morte a causa di decisioni superiori discutibili è sconvolgente e solleva interrogativi sul rispetto della vita umana nell’ambito militare.
In risposta alle accuse e alle rivelazioni fatte dai due uomini prima della loro morte, il comando militare russo ha avviato un’indagine interna per indagare sulle affermazioni riguardanti il comandante Puzyk. Le conclusioni di questa indagine potrebbero avere conseguenze significative per la leadership dell’unità coinvolta.
Il caso dei due operatori di droni russi è un triste esempio delle conseguenze dell’abuso di potere e della mancanza di leadership all’interno delle forze armate. La preoccupazione per la sicurezza e il benessere dei soldati dovrebbe essere al centro di ogni decisione presa dai comandanti militari. Se queste preoccupazioni non vengono affrontate in modo tempestivo e appropriato, possono verificarsi tragedie come quella dei due uomini di mezza età che hanno previsto la propria morte in un video prima di morire.
In conclusione, la storia dei due operatori di droni russi rappresenta una tragica testimonianza delle conseguenze della cattiva leadership e dell’abuso di potere all’interno delle forze armate. Le autorità militari russe devono affrontare questo caso con serietà e risolvere le questioni sollevate dalle accuse dei due uomini prima che situazioni simili si ripetano in futuro. La sicurezza, il benessere e il rispetto per la vita umana devono essere le priorità assolute di ogni comandante militare.
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