Donne britanniche bloccate nel mortale ciclone dello Sri Lanka stanno esaurendo cibo e acqua

Due donne britanniche bloccate in Sri Lanka a causa del ciclone Ditwah

Due donne britanniche, Melanie Watters, di 54 anni, e Janine Reid, di 55, si trovano attualmente in una situazione critica nel cuore dello Sri Lanka, dove sono rimaste bloccate a causa del ciclone Ditwah. Giovedì scorso, mentre viaggiavano attraverso le montagne di tè di Kandy, il loro veicolo è stato intrappolato in un canale a causa delle forti piogge e delle frane causate dalla tempesta. La figlia di Melanie, Katie Beeching, ha rivelato che le due donne stanno esaurendo scorte di cibo e acqua, poiché le strade nella zona di Pussellawa rimangono completamente inaccessibili.

Il ciclone ha già causato la morte di almeno 465 persone e molte altre sono disperse. Le autorità locali hanno avvertito che nella zona colpita potrebbero diffondersi malattie mortali, con ulteriori devastazioni attese all’inizio della stagione monsonica. La situazione si è aggravata e le due amiche, insieme al loro autista, sono state costrette a passare la notte nel veicolo, esponendosi a condizioni sempre più precarie.

Dopo aver trascorso del tempo in un rifugio presso una piantagione di tè, Melanie e Janine hanno visto il loro rifornimento di cibo e acqua ridursi notevolmente. Katie, che è incinta di nove mesi, ha cercato di contattare il Ministero degli Esteri britannico per richiedere assistenza, ma le è stato detto che non esiste attualmente un piano per l’evacuazione delle donne. Frustrata, Katie ha insistito sulla necessità di un piano per salvare sua madre e la sua amica, sottolineando che spetta al governo britannico organizzare un soccorso.

La loro odissea in Sri Lanka è iniziata il 21 novembre, con un ritorno previsto proprio in questi giorni. Tuttavia, una settimana dopo il loro arrivo, il ciclone ha colpito la regione causando frane catastrofiche e alluvioni, bloccando centinaia di strade e rendendo difficile la comunicazione con il mondo esterno.

Il ciclone Ditwah ha toccato terra il 28 novembre, inondando interi distretti nella capitale Colombo. Oltre 1,5 milioni di persone sono state colpite, mentre circa 200.000 si trovano attualmente in rifugi governativi. Le aree più colpite, specialmente nelle colline centrali, sono ancora inaccessibili e le autorità stanno lavorando incessantemente per ripristinare le comunicazioni e liberare le strade.

Il fiume Kelani, una delle principali fonti d’acqua del paese, ha straripato a causa delle forti piogge, aggravando la situazione nelle zone interne. Il presidente Anura Kumara Dissanayake ha descritto il ciclone come “la peggiore e più complessa catastrofe naturale della nostra storia” e ha dichiarato lo stato d’emergenza.

In un contesto già volatile, il paese era ancora in fase di recupero da una grave crisi economica iniziata tre anni fa. Nell’aprile del 2022, lo Sri Lanka ha dichiarato il default sovrano sul debito estero di 46 miliardi di dollari, esaurendo le riserve di valuta estera necessarie per importare beni essenziali. Con l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale (FMI), il paese ha ottenuto un prestito di salvataggio da 2,9 miliardi di dollari.

Il Commissario Generale dei Servizi Essenziali, Prabath Chandrakeerthi, ha affermato che l’ammontare stimato per la ricostruzione è di circa sei-sette miliardi di dollari. Ha anche comunicato che il governo fornirà a ogni famiglia colpita 25.000 rupie per la pulizia delle abitazioni, mentre coloro che hanno perso la propria casa potranno ricevere fino a 2,5 milioni di rupie.

Mentre gli sforzi di soccorso continuano, il paese si confronta con la necessità di assistenza internazionale per affrontare questa crisi profonda. Le problematiche generate dal ciclone Ditwah evidenziano la vulnerabilità di una nazione già provata, colpita tanto dalla calamità naturale quanto dalle conseguenze di una prolungata crisi economica.

La situazione delle due donne britanniche rimane in stallo, e la loro vicenda mette in luce le difficoltà dei turisti e delle persone innocenti intrappolate in scenari di crisi. Mentre aspettano soccorsi, Melanie e Janine rappresentano le storie di molte persone che, in circostanze simili, sono state toccate dalla furia della natura.

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