Vandalismo a Mount Gambier: il caso della scultura “Cast in Blue”
Un episodio di vandalismo ha scosso la comunità di Mount Gambier, nel sud dell’Australia, quando una giovane donna ha decorato in modo improprio una famosa scultura, “Cast in Blue”, applicando grandi occhi di plastica. La scultura, inaugurata a luglio di quest’anno, ha suscitato reazioni miste tra abitanti e visitatori.
Amelia Vanderhorst, 19 anni, è stata accusata di “indifferenza spericolata” per aver danneggiato l’opera d’arte. I rapporti delle notizie locali indicano che la giovane è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza mentre attaccava gli occhi finti sulla superficie della scultura. A seguito di questo gesto, il comune di Mount Gambier ha stimato che sarà necessario un investimento di circa 2.500 dollari australiani per riparare i danni provocati alla vernice.
La sindaca Lynette Martin ha dichiarato che gli adesivi non erano “divertimento innocuo”, ma piuttosto un atto di “danneggiamento volontario”, aggiungendo che il consiglio comunale intende recuperare i costi dalla persona responsabile. “Ritengo che sia inappropriato e irrispettoso. Ci sono molti membri della nostra comunità che hanno accolto con favore “Cast in Blue”. Riparare i danni comporterà spese significative”, ha affermato la sindaca, evidenziando l’importanza del rispetto nei confronti dell’arte pubblica.
Durante l’udienza in tribunale, la Vanderhorst ha dichiarato di essere in cattive condizioni di salute e non ha presentato una dichiarazione di innocenza. È stata accusata di aver mostrato “indifferenza spericolata” nei confronti dei danni arrecati e le è stato consigliato di procurarsi un avvocato in vista della prossima udienza prevista per dicembre. Durante l’udienza telefonica, la giovane ha anche rivelato di essere “veramente sotto l’effetto di farmaci antidolorifici”.
Conosciuto localmente come “Blue Bob”, il pezzo è stato progettato ispirandosi a una versione mitologica di una megafauna unica, basata su un antico marsupiale rinvenuto nelle grotte del sud-est australiano. Il colore della scultura è stato scelto per rappresentare il celebre “blue lake” della città , un simbolo naturale molto amato dagli abitanti.
All’epoca della sua inaugurazione, “Cast in Blue” aveva suscitato reazioni contrastanti per il suo design non convenzionale e per un costo di 136.000 dollari australiani, in un contesto di aumento delle tasse comunali. Purtroppo, la scultura è stata vandalizzata solo due settimane dopo la sua installazione, quando parti della vernice sono state strappate. Tuttavia, dopo un’attenta analisi delle registrazioni video, nessuna accusa è stata avanzata in quell’occasione.
Questa serie di eventi ha sollevato ulteriori discussioni tra i residenti, riguardo all’importanza di preservare l’arte pubblica come elemento di identità culturale e comunitaria. Molti cittadini hanno espresso la loro indignazione per il vandalismo, sottolineando come atti di distruzione come questi non solo danneggino l’opera d’arte, ma anche l’intera comunità che la abbraccia.
La scultura “Cast in Blue” è un simbolo della resilienza e della creatività della comunità di Mount Gambier. I residenti sperano che dopo le riparazioni, l’opera possa tornare a essere un punto di riferimento positivo e un’attrazione per i visitatori. La speranza è che tutti possano imparare a rispettare e valorizzare gli sforzi creativi che contribuiscono a dare carattere e bellezza alle loro città .
In conclusione, l’episodio di vandalismo su “Cast in Blue” non solo ha messo in luce un gesto di indifferenza rispetto all’arte, ma ha anche stimolato una riflessione sulle responsabilità che ogni cittadino ha nei confronti del patrimonio culturale collettivo. La comunità di Mount Gambier, affrontando insieme questa sfida, potrà rafforzare il legame tra arte e cittadini e garantire un futuro dove la creatività è rispettata e celebrata.
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