Esecuzione di una Sposa Bambina in Iran: Il Caso di Goli Koohkan
Un nodo di corda con fiori finti è diventato simbolo di una tragedia che coinvolge Goli Koohkan, una giovane donna di 25 anni, che affronta l’esecuzione in Iran per omicidio. La sua unica “colpa” è stata quella di cercare di difendersi da un matrimonio violento che l’ha tenuta prigioniera fin da quando aveva solo 12 anni.
Un Matrimonio Forzato e Abusivo
Goli è stata promessa sposa a un cugino senza il suo consenso. A soli 13 anni, era già in attesa di un figlio. A 18 anni, contro il suo volere e dopo anni di maltrattamenti, Goli è stata arrestata e poi condannata a morte per retribuzione, noto in Iran come “qisas”, per aver partecipato alla morte del marito. Gli eventi che hanno portato alla sua condanna sono agghiaccianti: il giorno dell’omicidio, il marito aveva picchiato lei e il loro bambino di cinque anni. Desperata, Goli aveva chiesto aiuto a un cugino di lui, e nel corso di una lite, il marito è stato ucciso accidentalmente.
Dopo l’incidente, Goli ha contattato un’ambulanza e ha spiegato la situazione alle autorità. Tuttavia, la sua buona intenzione è costata le sue libertà e, alla fine, la sua vita.
La Lotta per un Riscatto
Sotto la legge iraniana, la famiglia della vittima ha il potere di concedere il perdono in cambio di un pagamento, noto come “diyat” o “denaro per il sangue”, un risarcimento per casi di omicidio e lesioni. Poiché la famiglia di Goli l’ha abbandonata, ex compagne di cella hanno avviato una campagna per raccogliere 80.000 sterline, necessarie per liberarla dalla condanna a morte. Purtroppo, sono riuscite a raccogliere solo una piccola frazione dell’importo richiesto.
Goli appartiene alla minoranza balucci, una delle comunità più marginalizzate in Iran, e come molti altri, non possiede documenti identificativi ufficiali. Attivisti per i diritti umani avvertono che il suo caso rappresenta un esempio emblematico del trattamento discriminatorio riservato a donne e minoranze nel Paese.
La Condizione delle Donne in Iran
Gli attivisti delle Nazioni Unite e le organizzazioni per i diritti umani denunciano che l’Iran ha uno dei tassi più alti al mondo di esecuzioni di donne, molte delle quali avvengono dopo processi sommari e torture. In Iran, il matrimonio infantile è legale e la protezione contro la violenza domestica è molto limitata.
Goli ha dovuto affrontare un lungo periodo di maltrattamenti. Quando era incinta, era costretta a eseguire lavori pesanti e a subire violenze fisiche dal marito, che la separava dalla sua famiglia. Ogni tentativo di fuga dal matrimonio violento era fallito, sia a causa del suo stato legale incerto sia per la pressione della famiglia e della comunità.
L’Attuale Contesto di Violenza
Nel 2024, almeno 31 donne sono state segnalate come giustiziate in Iran, rispetto alle 22 nel 2023, rendendo quest’anno il più mortale dal 2015. Le donne giustiziate per omicidio, infatti, sono principalmente quelle che hanno ucciso i propri mariti in casi di violenza domestica, di matrimonio forzato o infantile. Purtroppo, queste donne non godono di protezioni legali adeguate.
Ad aggravare la situazione vi è l’aumento dei casi di femminicidio, saliti a 179 nel 2024, rispetto ai 55 dell’anno precedente. Molte di queste atrocità derivano da delitti di “onore” o contese familiari, spesso coinvolgendo donne che cercano di ottenere un divorzio o che rifiutano proposte di matrimonio.
Conclusione
Il caso di Goli Koohkan è solo uno dei tanti esempi di come le donne e le minoranze siano vulnerabili in Iran. Mentre la campagna per raccogliere i fondi necessari per il suo riscatto continua, la sua storia fa luce sulle ingiustizie che persistono nel paese. La comunità internazionale deve rimanere vigile e continuare a fare pressione affinché i diritti umani vengano rispettati. In questo contesto di abusi, il coraggio di Goli e delle sue sostenitrici ci ricorda quanto sia importante la lotta per la giustizia e la libertà.
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