La Famiglia di Isabella Daggett: Arrestata per Droga a Dubai, ma Sono Convinti che Sia Innocente
La famiglia di Isabella Daggett, una giovane britannica di 21 anni, sostiene che le forze dell’ordine abbiano arrestato per errore la ragazza durante una retata antidroga a Dubai. Isabella, originaria di Leeds, si era trasferita nella città degli Emirati Arabi Uniti in cerca di un nuovo lavoro, ma dopo solo poche settimane si è trovata coinvolta in una situazione disperata, finendo in quello che descrive la sua famiglia come un “inferno” in prigione.
Isabella aveva accettato un lavoro che faceva eco alla sua precedente esperienza, assistendo un imprenditore specializzato nel reclutamento online per i cantieri nel Regno Unito. Le accuse specifiche che Isabella deve affrontare non sono ancora chiare, ma la giovane è stata arrestata durante un’operazione delle forze dell’ordine mentre si trovava nel “posto sbagliato al momento sbagliato”.
Heather Smith, la nonna di Isabella, ha condiviso con il Mail la sua convinzione: “Bella è stata rinchiusa perché si trovava in compagnia sbagliata. È stata nel posto sbagliato al momento sbagliato, con il ragazzo sbagliato.” La nonna ha inoltre rivelato che, poco prima dell’arresto, Isabella aveva dichiarato l’intenzione di tornare a Leeds, sentendo che qualcosa non andava.
La famiglia è molto preoccupata per la salute e il benessere della giovane, sottolineando che le donne in prigione riceverebbero un trattamento molto peggiore rispetto ai detenuti maschi, che godono di migliori condizioni di vita, inclusi accessi a sport, PlayStation e televisione. “Bella non ha nulla. Non si fa una doccia da un mese e non ha cambiato vestiti da tre mesi”, ha affermato la nonna, visibilmente angosciata dall’idea delle dure condizioni detentive.
La madre di Isabella, Lucinda, ha avviato una campagna di raccolta fondi su GoFundMe per raccogliere 5,500 sterline con l’obiettivo di “riportare Bella a casa”. “Abbiamo prove che dimostrano la sua innocenza e siamo determinati a combattere per la sua libertà. Le condizioni orribili in cui vive sono sufficienti a spezzare il cuore di qualsiasi madre”, ha scritto.
Un portavoce del Ministero degli Affari Esteri britannico ha confermato che stanno assistendo la famiglia di Isabella e sono in contatto con le autorità locali. Gli Emirati Arabi Uniti adottano una politica di tolleranza zero nei confronti dei reati legati alla droga, con pene severe che possono arrivare all’ergastolo o alla pena di morte per traffico di stupefacenti. Anche piccole quantità di sostanze destinate all’uso personale possono comportare ingenti sanzioni pecuniarie e deportazione.
Di recente, un britannico accusato di possesso di cocaina del valore di 2,000 sterline a Dubai è stato condannato a 40 anni di carcere. Un altro britannico, Ryan Cornelius, è stato rinchiuso in prigione da 17 anni nonostante avesse iniziato a scontare una pena di 10 anni; nel 2018, le corti degli Emirati hanno esteso la sua pena di ulteriori 20 anni, rendendolo non idoneo alla libertà fino al 2038. Cornelius era stato arrestato nel 2008 durante uno scalo all’aeroporto di Dubai ed era stato condannato per frode in un caso definito "arbitrario" dalle Nazioni Unite.
La situazione di Isabella Daggett ha messo in luce non solo le difficoltà affrontate dai cittadini britannici all’estero, ma anche l’impatto devastante delle severe leggi antidroga degli Emirati. La famiglia continua a sperare in una risoluzione positiva e a lottare per far sentire la voce di Isabella, augurandosi che la giustizia prevalga e che possa tornare a casa sana e salva.
#leggolondra


