Esecuzioni in Giappone: Un Segreto Svelato
All’interno di ciò che sembra un normale palazzo grigio per uffici, si trovano le stanze di esecuzione segrete dove vengono portati i criminali più famosi del Giappone, condannati a morte. Recentemente, il Giappone ha riacceso i riflettori sull’uso della pena di morte, eseguendo la prima condanna a morte dal 2022. La vittima di questa esecuzione ĆØ stato un serial killer noto per aver promesso di aiutare ragazze e donne vulnerabili a suicidarsi, solo per poi violentarle e smembrarle, conservando i loro resti.
Takahiro Shiraishi, soprannominato il "killer di Twitter" per il modo in cui contattava le sue vittime, ha trascorso i suoi ultimi momenti nella Casa di Detenzione di Tokyo a Katsushika. Dal di fuori, l’edificio sembra insignificante, ma all’interno delle sue mura si trova una camera con una parete di vetro dove i criminali vengono appesi, con solo un’ora o due di preavviso.
Nel 2010, i media hanno avuto l’opportunitĆ rara di vedere una delle poche stanze di esecuzione rimaste nel paese, dove sono messi a morte i peggiori criminali.
L’oscura stanza di esecuzione
Nell’interno di questo edificio anonimo, circondato da una bassa recinzione di filo metallico, i condannati a morte vengono portati in una stanza morbidamente vuota. Qui, devono mettersi in piedi di fronte a una piattaforma di osservazione separata da una finestra, in mezzo a un quadrato rosso. Questo quadrato segna un portellone che si aprirĆ sotto di loro, facendoli precipitare per essere impiccati.
I medici confermano poi la morte e compiono un ultimo atto sterile. Spesso, ai prigionieri viene comunicata la loro sorte solo poche ore prima dell’esecuzione, lasciando famiglie e avvocati all’oscuro fino a quando non ĆØ troppo tardi. Prima di essere condotti al loro destino, i condannati passano davanti a una piccola statua d’oro di Kannon, la dea buddista associata alla misericordia.
Testimoni delle impiccagioni hanno descritto l’orrore provato nel vedere gli ufficiali tirare le leve meccaniche per far cadere i prigionieri, bendati e con gli occhi coperti, per attutire i loro urli, nel pavimento verso una camera sottostante.
L’ombra del ritorno delle esecuzioni
Nonostante siano passati anni senza esecuzioni, i difensori dei diritti umani temevano un ritorno alla pratica. Questo timore ĆØ aumentato dopo che Yuki Endo, un ragazzo di 21 anni che ha ucciso i genitori di una ragazza che lo aveva rifiutato, ĆØ stato condannato a morte nel gennaio 2024. Yuki aveva solo 19 anni quando ha pugnalato i genitori della ragazza e ha incendiato la casa, diventando il primo giapponese a ricevere la pena di morte per un crimine commesso tra i 18 e i 19 anni.
Il prigioniero più recentemente eseguito prima della settimana scorsa era Tomohiro Kato, nel 2022, che nel 2008 ha ucciso sette persone guidando un camion nella folla nel quartiere di Akihabara.
La segretezza dell’esecuzione in Giappone
La legge giapponese sulla pena di morte richiede che le esecuzioni avvengano in "massima segretezza". Questo si estende anche ai condannati, che di solito vengono informati della loro esecuzione solo la mattina stessa. Dopo l’annuncio, il condannato viene trasferito in una stanza speciale e monitorato da agenti di sicurezza.
Le famiglie dovrebbero essere informate dell’esecuzione, ma secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite e dagli attivisti, questo non avviene sempre. Un avvocato che ha assistito a un’esecuzione ha descritto come, con un solo tiro della leva, il corpo del detenuto ĆØ stato fatto cadere attraverso l’apertura. L’esperienza gli ha lasciato un profondo impatto, tanto che in seguito ha lasciato il suo lavoro come ufficiale carcerario.
Figure infami tra i condannati
Uno dei condannati più infami eseguiti nella Casa di Detenzione di Tokyo è Shoko Asahara, il leader del culto Aum Shinrikyo. Dopo aver fondato il culto nel 1984, attirò sostenitori con rituali bizzarri, ma dietro le quinte accumulò armi. Nel 1995, Asahara e i suoi seguaci rilasciarono gas nervino sarin nella metropolitana di Tokyo, uccidendo 13 persone.
Dopo aver tentato senza successo di fare appello, il mass murderer venne impiccato il 6 luglio 2018 insieme ad altri sei membri del culto.
Critiche alla pena di morte
Amnesty International ha sollevato preoccupazioni riguardo al rispetto del diritto alla vita da parte del Giappone, soprattutto dopo l’elezione di Fumio Kishida a Primo Ministro nel 2021. I critici della pena di morte, come Amnesty, sostengono che sia inaccettabile, negando i diritti umani e potendo portare a errori irreversibili. Inoltre, si sostiene che non abbia un effetto deterrente significativo e venga utilizzata in paesi con problematiche diritti umani, come Cina, Iran e Arabia Saudita.
In conclusione, la pratica delle esecuzioni in Giappone rimane avvolta nel mistero e nella controversia, con una crescente opposizione alla pena di morte e una richiesta di maggiore trasparenza e rispetto dei diritti fondamentali.
#leggolondra


