Una Voce per la Giustizia: La Storia di D. Murphy e la Sua Lotta per la Palestina
D. Murphy, 70 anni, รจ attualmente detenuta in Israele, suscitando preoccupazione e angoscia nella sua famiglia. La storia di D. รจ diventata emblematica di una lotta piรน ampia per la giustizia in Palestina. Seren Murphy, la sua figlia di 43 anni, ha ricevuto la notizia della detenzione tramite un messaggio nel gruppo familiare di WhatsApp. La sua reazione รจ stata di profondo shock e preoccupazione, poichรฉ non aveva avuto notizie di sua madre per giorni.
D. Murphy aveva viaggiato nella Cisgiordania occupata all’inizio di maggio, come ha fatto per gli ultimi vent’anni, per offrire supporto e solidarietร ai palestinesi. Per D., la Palestina non รจ solo un luogo, ma una parte integrante della sua vita e della sua anima. Seren ha dichiarato: "Mia madre รจ la mia eroina. Ha il cuore piรน grande di chiunque altro io conosca".
D. ha sempre partecipato a raccolte di olive ogni autunno, ma quando รจ arrivata, ha trovato i campi abbandonati e incolti. "La gioia sta svanendo. Vivono nella paura… Alcuni dei villaggi che ha visitato sono stati rasi al suolo. Alcune delle persone che conosce sono morte", ha detto Seren, che si preoccupa profondamente per la sicurezza di sua madre.
Uno dei villaggi colpiti รจ Khalet Al-Dabaโa, situato a sud di Hebron, dove il 90% delle abitazioni รจ stato distrutto dalle forze israeliane. D. e la sua amica Susanne Bjรถrk erano lรฌ come volontarie per il Movimento Internazionale di Solidarietร (ISM) quando si sono trovate in una situazione pericolosa. Bjรถrk ha accennato a come, il 30 maggio, i coloni israeliani da lei filmati mentre "terrorizzavano" i palestinesi le hanno rubato il telefono.
Il giorno seguente, alle 6:30 del mattino, alcuni militari mascherati hanno fatto irruzione nella loro abitazione, ordinando loro di uscire in soli dieci secondi. Gli agenti di polizia e i soldati, secondo Bjรถrk, non avevano menzionato che si trovavano in una "zona militare". "Come potevamo sapere che non avremmo dovuto essere lรฌ?", ha dichiarato incredula.
Durante la detenzione, Bjรถrk ha assistito a scene inquietanti, tra cui unโinterazione con due ragazzi palestinesi di circa tredici anni. "Un ufficiale mi ha detto: ‘Questi sono terroristi. Se non li immobilizziamo, scapperanno.’ Siamo in mezzo a un insediamento illegale; non c’era posto dove potessero andare", ha riferito.
Il 7 ottobre 2023, Hamas ha attaccato Israele, uccidendo 1.200 persone e prendendo 250 ostaggi, mentre in risposta Israele ha intensificato le sue operazioni militari, portando alla morte di quasi 54.700 palestinesi, prevalentemente donne e bambini. L’aumento della violenza dei coloni รจ stato evidente dall’inizio del 2022.
Da quando D. รจ stata arrestata, Seren ha vissuto in uno stato di angoscia, temendo il peggio. "Come posso sapere che non sia morta in un dirupo da qualche parte?", ha espresso. Tuttavia, pur nella paura, Seren rimane fiduciosa nella forza di sua madre. "So che รจ una combattente".
Dopo giorni di ansia, mercoledรฌ, la zia di Seren ha ricevuto una telefonata da D., confermando che non aveva parlato con il suo legale da lunedรฌ. "Mi sento rassicurata nel sapere che รจ ancora viva", ha detto Seren, mentre la sua frustrazione cresce per la situazione ingiusta in cui si trova la sua famiglia e per il trattamento riservato ai palestinesi.
La situazione ha attirato l’attenzione della comunitร internazionale, e l’ufficio consolare irlandese ha dichiarato di fornire assistenza legale, ma ha evitato di commentare i dettagli del caso.
L’ISM sottolinea come la rappresentazione dei palestinesi e di chi li supporta sia stata distorta, etichettandoli come criminali mentre vengono silenziati e rimossi con la forza dal loro paese.
La storia di D. Murphy รจ simbolica di una lotta piรน vasta per la giustizia in Palestina. Mentre la sua famiglia continua a essere in ansia, la speranza e il desiderio di una risoluzione pacifica rimangono vivi. "Mi manca ogni giorno, tutti la manchiamo", ha detto Seren, sottolineando la necessitร di un cambiamento e l’urgenza di una maggiore consapevolezza sulle ingiustizie attuate in quella regione.
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