Ricordo di Elizabeth-Jane Ross: una missionaria gentile dal cuore grande
Elizabeth-Jane Ross, originaria della Scozia, è stata ricordata come una missionaria “gentile”, che ha dedicato la sua vita ad aiutare le persone vulnerabili. Purtroppo, questa donna di 38 anni è stata trovata morta all’interno di una valigia ad Atene il 18 luglio 2023, solo tre giorni dopo essere stata segnalata come scomparsa dalla sua abitazione.
Le autorità locali hanno avviato un’indagine e Sharif Ahmadzai, un giovane pugile afghano di 26 anni, è diventato il principale sospettato. È accusato di aver ucciso la Ross e di aver trasportato il suo corpo in una valigia prima di abbandonarlo. La comunità e la sua famiglia si trovano ora di fronte a un immenso dolore e chiedono privacy mentre cercano di affrontare questa perdita.
In una comunicazione ufficiale, la famiglia di Elizabeth-Jane ha condiviso il loro ricordo di lei: “Lisa sarà sempre ricordata come qualcuno di gentile, esemplare e altruista. La sua integrità era assoluta e ha dedicato la sua vita ad aiutare gli altri in difficoltà .” La famiglia ha poi espresso il proprio desiderio di avere tempo per elaborare il lutto.
Lisa, come era affettuosamente chiamata dai suoi cari, era molto impegnata nel lavoro volontario. Prima di scomparire, era attivamente coinvolta in un gruppo di sostegno per rifugiati in Grecia, avendo raggiunto il paese il 26 giugno. Rimase in visita da alcuni amici fino al 10 luglio, quando iniziò sua missione umanitaria.
Magali Tassone, una sua amica di 41 anni, l’aveva conosciuta in un’organizzazione missionaria in Svizzera nel 2013. Parlando del suo legame con Lisa, Magali ha sottolineato la “profonda compassione” che la sua amica aveva per le donne e i rifugiati vittime di abusi. “Voleva aiutarle a ricostruire le loro vite”, ha osservato.
La sua morte tragica ha scosso profondamente la comunità che conosceva e amava Lisa. Peter Anderson, pastore di una chiesa cristiana indipendente di Edimburgo, ha condiviso il suo cordoglio sui social media, affermando: “Abbiamo perso un membro prezioso della nostra chiesa. Lisa era parte della nostra comunità da 20 anni; era una ragazza molto speciale e la sua perdita è un vero e proprio lutto”.
Anderson ha poi enfatizzato l’impegno missionario di Lisa, sottolineando come la sua vita fosse dedicata al servizio verso gli altri. “Ha servito e si è presa cura delle persone in tutto il mondo”, ha aggiunto il pastore.
Sharif Ahmadzai, secondo le autorità , è arrivato in Grecia come rifugiato dopo un lungo viaggio attraverso Pakistan, Iran e Turchia durante la sua adolescenza. Ieri, è apparso in tribunale per affrontare l’accusa di omicidio nei confronti di Lisa Ross. Oltre a questo grave crimine, è accusato di aver prelevato oltre 10.000 euro dal conto bancario di Lisa, rendendo la situazione ancora più complessa e tragica.
La comunità locale e il pubblico stanno seguendo con attenzione il caso, che ha sollevato interrogativi non solo sulla morte di una giovane missionaria, ma anche sulle circostanze che circondano la vita e le esperienze che ha vissuto in Grecia. La dovuta attenzione riservata ai rifugiati e agli individui in difficoltà è un tema che torna frequentemente alla ribalta, e questa vicenda ha posto in evidenza non solo l’impatto della violenza, ma anche l’importanza del lavoro di chi, come Lisa, ha scelto di dedicare la propria vita al servizio al prossimo.
La memoria di Elizabeth-Jane Ross vive ora nei cuori di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Il suo impegno, la sua compassione e il suo desiderio di aiutare gli altri rimarranno un’eredità importante per tutti coloro che l’hanno amata. In un mondo spesso segnato da difficoltà e sofferenze, la sua vita rappresenta una testimonianza di altruismo e dedizione, che continuerà a ispirare le future generazioni nel loro cammino di servizio e aiuto verso gli altri.
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