Tragedia sul Broad Peak: la morte di Nirmal Purja e di altri climber
Il mondo dell’alpinismo è in lutto dopo la tragica morte di Nirmal Purja, un famoso alpinista anglo-nepalese, avvenuta giovedì 27 ottobre a causa di un’avalanches sul Broad Peak, una delle cime più alte del mondo. Purja, un ex soldato dell’esercito britannico, stava guidando un gruppo di scalatori quando la tragedia ha colpito intorno a mezzogiorno, mentre si trovavano a un’altitudine di 6.600 metri.
Il dramma dell’avalanches
Il Broad Peak, che si eleva a 8.047 metri sul livello del mare, ha visto coinvolti dieci climbers suddivisi in quattro team. Le comunicazioni con i scalatori si sono interrotte alle 9 del mattino e l’incidente è avvenuto pochi ore dopo. La ricerca e il soccorso sono iniziati la mattina seguente ma sono stati ostacolati dalle avverse condizioni meteorologiche e dalla remota posizione della montagna.
Le autorità dell’Alpine Club of Pakistan hanno confermato che il recupero dei corpi è stato difficile. Tre climbers, Nadhira Alharthy — la prima donna omanita a raggiungere la vetta dell’Everest — Sarah Mallory Geis, un’alpinista americana, e Pur Bahadur Gurung, un alpinista nepalese, sono stati ritrovati mercoledì. Purtroppo, Elite Exped, la compagnia di guide di Purja, ha confermato che anche lui ha perso la vita.
Un alpinista unico
Nirmal Purja era noto per aver scalato tutte e 14 le cime del mondo che superano gli 8.000 metri in un tempo record nel 2019. La sua impresa straordinaria è stata documentata nel film “14 Peaks: Nothing Is Impossible” su Netflix. In quell’occasione, Purja ha affrontato queste montagne senza l’uso di ossigeno supplementare. Quest’anno, aveva pianificato di ripetere l’impresa, auspicando di scalare di nuovo tutte e 14 le cime, sempre senza ossigeno.
Purtroppo, oltre alla sua carriera eccezionale, Purja era anche oggetto di accuse di abusi sessuali da parte di diverse alpiniste. Il suo avvocato ha smentito categoricamente tali accuse, definendole “false e diffamatorie”. Nonostante le controversie, il suo contributo nell’alpinismo rimane indiscutibile.
Riconoscimenti e tributi
Il direttore di Elite Exped ha condiviso un messaggio commovente su Instagram, esprimendo il profondo dolore per la perdita di Purja. “Oggi, piangiamo non solo per Nims, ma per ogni vita persa in questa tragedia, compresi i suoi fidati compagni di scalata e guide”, si legge nel messaggio. I pensieri e le preghiere delle persone vanno ai familiari e agli amici delle vittime, in un momento così difficile.
Anche il noto avventuriero Bear Grylls ha voluto rendere omaggio a Purja, descrivendolo come un “uomo straordinario e unico”. Le sue parole rispecchiano l’impatto che Purja ha avuto non solo nel mondo dell’alpinismo, ma anche come fonte di ispirazione per molti.
Una montagna pericolosa
Il Broad Peak, situato vicino al confine tra Pakistan e Cina, è noto per essere la dodicesima montagna più alta del mondo. Stando ai dati dell’Himalayan Database, almeno 39 persone hanno perso la vita tentando di raggiungere la sua vetta, un chiaro segnale delle difficoltà e dei rischi associati a questa impresa.
Attualmente, oltre a Purja, Geis e gli altri già identificati, sono ancora dispersi diversi climbers, tra cui Sohail Sakhi, un rinomato alpinista pakistano, Wang Zhong, un alpinista cinese e Kili Pema Sherpa, una guida nepalese. Le autorità continuano a lavorare per localizzare ulteriori corpi attraverso sorveglianza aerea, ma l’identificazione ufficiale potrà avvenire solo quando i team di soccorso raggiungeranno in sicurezza la zona.
Conclusione
Questa tragedia mette in luce i rischi estremi dell’alpinismo estremo, dove la bellezza delle montagne può nascondere pericoli mortali. Nirmal Purja e i suoi compagni di scalata saranno sempre ricordati per il loro coraggio e il loro amore per la montagna. Nel frattempo, il mondo dell’alpinismo si unisce nel lutto e nella commemorazione di queste vite perse.
#leggolondra


