La Testimonianza di May Hayat: Una Sopravvissuta alla Strage del Nova Festival
May Hayat si trovava a pochi secondi dalla morte, intrappolata in un’ambulanza che stava per esplodere. Con un ricordo angosciante, May racconta: «Quando ho aperto gli occhi, mi sono trovata circondata da otto terroristi in abiti civili, armati di coltelli, martelli e mazze di legno».
A 32 anni, May è una delle sopravvissute alla tragedia avvenuta al Nova Festival nel deserto israeliano il 7 ottobre 2023. Quella che doveva essere una serata di festa e musica con la sua amica del cuore, Liron Barda, è rapidamente degenerata in caos e orrore.
Un Notte di Speranza Trasformatasi in Terrore
May e Liron avevano appena finito di lavorare al bar del festival quando Hamas ha attaccato. Rievocando quei momenti drammatici, May ricorda: «Abbiamo visto persone correre, ma la musica continuava a suonare. Non capivamo cosa stesse succedendo finché non abbiamo visto i razzi nel cielo».
Il bombardamento iniziale da parte dell’ala militare di Hamas, avvenuto alle 6:30 del mattino, ha fatto da copertura per un’invasione terrestre. I militanti hanno sfondato la recinzione al confine e si sono diretti verso il festival, utilizzando anche parapendii.
La Fuga e il Tragico Destino di Tanti
Il festival è stato rapidamente chiuso e la folla è stata esortata a evacuare, ma per molti era già troppo tardi. May ricevette una chiamata da un’amica in fuga, che urlava: «May, vedo terroristi, vedo cadaveri, c’è sangue. Ho bisogno di aiuto».
Mentre Liron tentava di soccorrere i feriti, May scrisse un messaggio di addio alla sua famiglia, cercando riparo in un comando di polizia con altre 50 persone impaurite. Un agente consigliò loro: «Dovete pregare e correre per salvarvi».
La Decisione di Uscire dall’Ambulanza
Guidata dall’istinto di sopravvivenza, May corse via, mentre le pallottole fischiavano attorno a lei. Si nascose in un’ambulanza, ma una voce interiore le sussurrò che era una trappola mortale. Pochi istanti dopo la sua uscita, un razzo colpì l’ambulanza, uccidendo 18 persone.
Insieme a un altro festivaliero, Avi Dadon, si diresse verso un campo aperto, ma si imbatterono in un’orrenda scena: corpi senza vita, auto bruciate e fumi di distruzione. I terroristi iniziarono a sparare e May e Avi si rifugiarono in un buco nel terreno, dove rimasero nascosti per 15 minuti, fino a quando furono scoperti.
L’Incontro con il Terrore
«Quando sono stata tirata fuori, mi sono trovata circondata», racconta May. Gli aggressori, uno dei quali era un ragazzino di 14 anni, la trascinarono con violenza. Mentre le forze terroristiche le facevano avances, notarono una cicatrice sulla sua braccio, coperta da un tatuaggio. Fortunatamente, si allontanarono, ma decisero di prenderla come ostaggio.
Durante il tragitto, May assistette impotente all’assassinio di Avi, che venne accoltellato davanti ai suoi occhi. Proprio quando le cose sembravano senza speranza, il piano dei terroristi fallì: la loro auto non si avviò.
Libera e Testimone di una Tragedia
Mentre tornavano ai terreni del festival, il capo dei terroristi decise di lasciarla andare. May attribuisce la sua salvezza alla cicatrice, che rappresentava per i terroristi una prova di forza femminile.
Tornata a Londra, dove ha condiviso la sua storia in una mostra commemorativa, May ha sottolineato l’importanza di non dimenticare le vittime. «Dobbiamo commemorare questo giorno e i nostri amici che non possono più raccontare la loro storia», ha affermato.
Il Futuro di un Popolo di Luce
Dopo l’attacco, la comunità di Tel Aviv ha aperto un centro di recupero per le vittime, dando vita a una mostra internazionale per educare la comunità sul terrore e l’antisemitismo. May e altri sopravvissuti hanno viaggiato in tutto il mondo per raccontare le loro storie, ripetendo che l’odio deve essere combattuto.
In un mondo in cui l’antisemitismo continua a crescere, è cruciale che la memoria di eventi come quello del Nova Festival venga preservata e onorata. Le parole di May ci ricordano che, nonostante il buio, la luce della speranza e della resistenza può sempre prevalere.
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