Il Diritto all’Aborto Sicuro: Una Questione di Accessibilità e Uguaglianza
Il 28 settembre 2022, un gruppo di attivisti ha preso parte a una protesta di fronte al Parlamento di Budapest, in Ungheria, in occasione della Giornata Internazionale per l’Aborto Sicuro. I partecipanti, brandendo cartelli, hanno alzato una domanda cruciale: “Dovrebbe l’accesso delle donne all’aborto sicuro dipendere dalla geografia, dalla ricchezza e dalla fortuna?” Questa domanda verrà affrontata oggi dal Parlamento Europeo, che voterà su una proposta del movimento “My Voice, My Choice”. Questo comprendente la campagna guidata da cittadini ha messo per la prima volta il tema dell’accesso all’aborto nell’agenda politica dell’Unione Europea (UE).
La proposta, sostenuta da oltre 1,1 milioni di firme, chiede l’istituzione di un meccanismo finanziario per coprire le spese relative all’aborto in tutta Europa. Questo è particolarmente rilevante per i milioni di donne che si trovano in situazioni a rischio, da paesi come la Polonia e Malta, dove l’aborto è legalmente proibito nella maggior parte dei casi, fino a Germania, Italia e Croazia, dove le richieste di aborto sono spesso negate. Oltre 20 milioni di donne sono quindi costrette a far fronte a lunghe e rischiose traversate per cercare di accedere a cure sanitarie sicure.
Nika Kovač, attivista slovena e coordinatrice dell’iniziativa, ha chiarito che questo progetto non intende cambiare le leggi nazionali relative all’aborto, ma vuole colmare una lacuna mortale nell’accessibilità ai servizi sanitari. Kovač ha dichiarato a Metro: “Volevamo trovare un modo affinché queste donne potessero viaggiare verso un altro paese per ricevere la procedura medica, la quale sarebbe poi coperta dall’Unione Europea.” Se approvato, il fondo del bilancio dell’UE coprirebbe quindi gli aborti per le persone provenienti da nazioni con severe restrizioni.
“L’aborto è una questione di classe. Le donne che possono permetterselo viaggiano all’estero in ospedali privati,” ha spiegato Kovač. “Nel frattempo, le donne provenienti da contesti più poveri, che non hanno accesso alle informazioni necessarie, non hanno questa possibilità.” Nonostante le minacce di morte e le intimidazioni ricevute durante le campagne, Kovač rimane convinta che in Europa ci sia una certa unità sui diritti all’aborto.
Negli ultimi anni, la tendenza nel continente europeo è stata quella di rendere l’aborto più accessibile, con il Regno Unito che ha decriminalizzato la prassi e la Francia che l’ha riconosciuta come diritto costituzionale. Tuttavia, l’aumento di sostegno ai partiti di estrema destra, molti dei quali si oppongono all’aborto, rappresenta una preoccupazione crescente.
I sostenitori dell’iniziativa, compresi attivisti per i diritti all’aborto e alcuni membri del Parlamento Europeo di diverse provenienze politiche, sostengono che questa proposta ridurrebbe le pratiche non sicure e aiuterebbe le donne che non hanno i fondi necessari per accedere a procedure all’estero. Ogni anno, migliaia di donne viaggiano all’interno dell’Europa per abortire, ma il numero reale rimane incerto a causa della sottovalutazione.
La dottoressa Annika Kreitlow, ginecologa e membro del consiglio di “Doctors for Choice Germany”, ha spiegato che molte pazienti sono costrette a volare nei Paesi Bassi, dove devono pagare fino a £1000 per l’intervento, a causa della mancanza di medici e dello stigma associato all’aborto. Questa situazione è particolarmente critica nelle regioni meridionali, più conservatrici e rurali.
La dottoressa Kreitlow esercita la sua professione a Berlino, una città in cui i medici non mancano. Ogni anno, esegue interventi per donne che hanno viaggiato anche cinque ore da altre parti della Germania. Tuttavia, ha dichiarato che è costretta a negare l’aborto a una piccola percentuale di pazienti che hanno già superato il limite legale di 12 settimane: “Ogni volta che mi trovo in queste situazioni, sento una profonda impotenza.”
Il voto sul tema è previsto per metà giornata a Strasburgo e le previsioni indicano che verrà approvato; tuttavia, Kovač mantiene basse le sue aspettative. Se approvato, la Commissione Europea avrà tempo fino a marzo per decidere se adottare ufficialmente la proposta.
Questa iniziativa rappresenta un passo importante verso un’aborto sicuro e accessibile per tutte le donne in Europa, un diritto che non dovrebbe dipendere dalla posizione geografica o dalla possibilità economica.
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