Proteste al Porto di Syros: Bloccati i Passeggeri Isrealiani di una Crociera
Martedì scorso, il porto di Syros è stato scenario di forti proteste che hanno impedito ai passeggeri israeliani di una nave da crociera di scendere sull’isola greca. Circa 150 manifestanti hanno bloccato il Crown Iris mentre cercava di attraccare, sventolando bandiere palestinesi e mostrando striscioni con la scritta “fermare il genocidio”. L’arrivo della nave, previsto intorno a mezzogiorno, avrebbe dovuto prevedere un soggiorno di sei ore, ma dopo più di tre ore di proteste, l’imbarcazione ha deciso di cambiare rotta.
Operata dalla Mano Cruise, compagnia israeliana, la nave è ora diretta verso Limassol, a Cipro, con a bordo circa 1.600 passeggeri. I manifestanti chiedevano la fine del conflitto a Gaza, il quale ha provocato una grave crisi umanitaria e la morte di numerosi palestinesi, uccisi dalle forze israeliane mentre cercavano aiuto.
In una dichiarazione, i manifestanti hanno criticato la stretta relazione tra la Grecia e Israele, affermando: “Come residenti di Syros e, soprattutto, come esseri umani, stiamo intervenendo con l’auspicio di contribuire a fermare questa distruzione causata dalla guerra genocida che si sta svolgendo nel nostro quartiere.” I partecipanti hanno espresso il loro disappunto dichiarando che è “inaccettabile” che i turisti israeliani siano accolti in un momento in cui i palestinesi stanno soffrendo.
Secondo quanto riportato, non sono state le autorità greche a bloccare lo sbarco dei passeggeri, ma l’equipaggio israeliano, preoccupato che le manifestazioni potessero degenerare in violenza e mettere in pericolo i turisti. A bordo, il personale ha anche consigliato ai passeggeri di rimanere all’interno della nave piuttosto che utilizzare il ponte esterno.
In risposta alle proteste, alcuni passeggeri hanno alzato bandiere israeliane, cantato canzoni o lanciato slogan per esprimere il loro disappunto. La Mano Maritime ha emesso una dichiarazione indicando che “la nave è arrivata a Syros, ha incontrato una manifestazione a sostegno della causa palestinese e i passeggeri sono stati bloccati a bordo senza permesso di sbarcare”. Hanno aggiunto che, alla luce della situazione, è stata presa la decisione di navigare verso un’altra destinazione turistica.
Il Ministro degli Esteri israeliano ha contattato il suo omologo greco riguardo all’incidente, ma al momento non sono state fornite ulteriori informazioni sul contenuto della conversazione, secondo quanto riporta l’Independent.
La Grecia è una meta turistica molto popolare per gli israeliani: nel 2024, si prevede che circa 621.000 israeliani visiteranno il paese. Adonis Georgiadis, ministro della Salute greco, ha definito le proteste “offensive”, dichiarando: “Considero ciò che è accaduto inammissibile. Alcune persone, indipendentemente dalla loro origine, a meno che gli israeliani non abbiano perso il loro status umano, hanno pagato il biglietto per la loro nave e hanno scelto di trascorrere le vacanze in Grecia”.
Georgiadis ha espresso il suo rammarico per l’accaduto, dicendo che è “tragico” e “molto offensivo” per la Grecia: “Voglio scusarmi con queste persone. Desidero inviare un messaggio di grande alleanza e amicizia a Israele, per dire che gli israeliani sono i benvenuti in Grecia e che l’antisemitismo non può esistere qui”.
Nonostante le tensioni evidenti, i due paesi continuano a mantenere relazioni diplomatiche e turistiche, e la Grecia si conferma come un’importante meta di vacanza per i cittadini israeliani. Questo incidente mette in luce come anche in contesti di svago e turismo possano emergere questioni politiche complesse, con manifestazioni che riflettono le tensioni geopolitiche attuali.
In conclusione, la situazione a Syros ha dimostrato che il turismo può essere influenzato da dinamiche politiche globali e locali, portando anche a momenti di forte tensione e dibattito. Le manifestazioni di martedì avranno sicuramente un impatto sulla prossima stagione turistica e sul modo in cui la Grecia si relaziona con il conflitto israelo-palestinese.
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