“Questa ĆØ la notte più difficile che abbia mai vissuto nella mia vita”. Questo ĆØ stato il messaggio di testo recente di mio fratello a Gaza, che descrive un attacco aereo che ha colpito una casa a 10 metri dalla nostra abitazione di famiglia.
Ha aggiunto: “Non riusciamo a parlare con voi perchĆ© ancora non riusciamo a capire cosa sia successo. Tutte le finestre e le porte della nostra casa sono andate in frantumi. Vi prego di tenerci nelle vostre preghiere”.
Fortunatamente, per quanto ne so, lui e il resto della mia famiglia sono ancora vivi.
La nostra vicina Abeer, che ĆØ un’amica d’infanzia, ha sopravvissuto al massacro, ma tutta la sua famiglia ĆØ stata uccisa durante questo bombardamento. Ć assolutamente devastante. Ć spaventoso.
Essendo l’unica della mia famiglia che non si trova a Gaza, stare lontana da loro in questo momento mentre vivo nel Regno Unito, incinta del mio primo figlio, mi fa sentire in colpa e impotente.
I messaggi di testo come quello di mio fratello mi lasciano in uno stato di angoscia.
Mi chiedo costantemente cosa posso fare per aiutare, come posso contribuire a porre fine a questa violenza insensata. Richiamo costantemente l’attenzione sulla situazione a Gaza, provo a sensibilizzare gli altri sulla tragedia che si sta svolgendo nel mio paese di origine.
Ma spesso mi sento impotente, perchƩ so che nonostante i miei sforzi, il conflitto continua ad infiammarsi e le vite delle persone continuano ad essere distrutte.
La questione di Gaza ĆØ complessa e radicata in un profondo conflitto che dura da decenni. Le ragioni e le giustificazioni addotte da entrambe le parti sono complicate e profonde.
Ma tutto ciò non giustifica la sofferenza umana che si verifica ogni giorno. Non giustifica la morte di civili innocenti, la distruzione di case e l’avvelenamento delle speranze di un futuro migliore per la giovane generazione.
Peccato che non ci sia una soluzione facile o immediata per mettere fine a tutto questo. La politica internazionale ĆØ complicata e spesso si presta a decisioni controverse e divisioni.
Ma una cosa ĆØ certa: non possiamo rimanere indifferenti alla tragedia che si sta verificando a Gaza. Dobbiamo continuare a sollevare la nostra voce, a far sentire la nostra indignazione e richiedere un’immediata cessazione delle ostilitĆ .
Allo stesso tempo, dobbiamo anche cercare di trovare una soluzione pacifica e duratura a questo conflitto. Solo attraverso il dialogo e la negoziazione possiamo sperare di porre fine a questa spirale di violenza e sofferenza.
Ma per ora, per il mio cuore di sorella lontana, rimane solo il dolore e la preoccupazione per la sicurezza e il benessere della mia famiglia. Resto in attesa di ulteriori messaggi di testo, sperando che saranno messaggi di speranza anzichƩ di paura.
Nel frattempo, mi ritrovo a pregare ogni giorno, nella speranza che la violenza possa finalmente cessare e che le famiglie di Gaza possano respirare un po’ di pace.
#leggolondra


